Arrivo dell’amianto: “Procedure interrotte” comunica la società di smaltimento

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Il porto di Gallipoli
Il porto di Gallipoli

Galatone. “Procedure interrotte” scrive la società leccese di smaltimento con impianto tra Galatone e Nardò. Non arriverà più quindi il carico – di 5mila tonnellate secondo la “Rei” di Lecce – a bordo di una nave che doveva attraccare a Gallipoli; a quella Capitaneria di porto gallipolina erano state avanzate giorni fa le richieste ufficiali. Motivi tecnici vengono addotti a giustificazione dello stop all’operazione: “mancanza di condizioni logistiche per smaltire in poco tempo  il quantitativo proveniente dalla Sicilia”.

Sono accennati in poche ma importanti righe contenute nelle quattro pagine dell’intervento dei rappresentanti della società nella Commissione consiliare Ambiente del Comune di Nardò svoltasi ieri pomeriggio, alla presenza del Sindaco di Galatone, dei consiglieri provinciali della zona di Nardò, Galatone e Gallipoli, di associazioni ambientaliste. La stessa informazione era stata fornita dalla Resi srl alla Commissione Ambiente della Provincia riunitasi ieri mattina alla presenza del presidente Antonio Gabellone.

Così, mentre è in corso la riunione del Consiglio comunale di Nardò, col Sindaco di Galatone invitato, si attenua la preoccupazione per l’imminente rischio di diventare “la discarica d’Italia”. Restano in piedi i problemi emersi in questi sei giorni di alto allarme: l’ampliamento della capienza discarica aumentata di quasi sei volte (oggi è di 72.363 metri cubi) dal marzo 2013; i controlli su questo tipo di impianti; la provenienza di rifiuti come amianto (pure da fuori provincia? da fuori regione?); l’informazione delle Istituzioni e dei cittadini. Stavolta l’allarme è suonato in tempo, a quanto pare.