Approdo nella notte sugli scogli di Leuca col mare in tempesta per 54 migranti. Subito scattati i soccorsi. Arrestati gli scafisti

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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Tragedia sfiorata nella notte a Santa Maria di Leuca dove, le forti raffiche di vento e il mare in tempesta hanno reso difficili la navigazione e l’approdo di un gruppo di migranti su di una barca a vela. Il natante si è incagliato sulla scogliera di fronte all’Hotel Terminal, nei pressi del lungomare Cristoforo Colombo. Identificati e arrestati i due scafisti.

Il viaggio di 54 persone di nazionalità ucraina, iraniana e irachena, secondo le ultime ricostruzioni, sarebbe durato una settimana proprio a causa delle condizioni meteorologiche proibitive. Il veliero, partito dalla Turchia, avrebbe fatto tappa a Cipro prima di raggiungere le coste salentine. Le prime versioni dei fatti parlano di 33 persone.

Rintracciate nella notte e all’alba 54 persone

I soccorsi Le operazioni sono iniziate intorno a mezzanotte con un primo soccorso di 33 persone: 21 iraniani, 10 iracheni e 2 ucraini. Tra di loro anche una donna e due ragazzini di 13 e 14 anni. Un altro gruppo di una ventina di persone è stato rintracciato nella mattinata di oggi. I migranti soccorsi sono stati trasportati presso il Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto; uno di loro per accertamenti clinici è stato portato all’ospedale di Tricase.

I due scafisti sono stati identificati ed arrestati dal nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Lecce e Gallipoli, sul posto insieme al Gico (Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata) e il Pool antimmigrazione . La capitaneria di Porto di Gallipoli è giunta intorno a mezzanotte; suo il compito adesso di recuperare la barca a vela lunga circa dieci metri. A causa del mare tempestoso tre migranti sono caduti in acqua ma sono stato subito riportati a bordo.

Soccorsi immediati 

Sul posto anche i carabinieri di Presicce-Acquarica, personale del Commissariato di Taurisano, la Caritas diocesana, amministratori del Comune di Castrignano del Capo, la Croce Rossa, il 118, la locale Protezione civile. Lo sbarco clandestino sarebbe da ricondursi, secondo gli investigatori al filone “russofono”, gestito soprattutto da ucraini e georgiani.

Lo sbarco fantasma segue quello del 2 dicembre scorso quando, sempre sulle coste di Santa Maria di Leuca, nei pressi della Grotta Porcinara, un veliero con a bordo 56 migranti si è incagliato sulla scogliera, per poi essere distrutto dal mare in tempesta.

“Senza scarpe, piedi feriti, tutti bagnati…”

Il racconto “Questa notte il vento era molto forte e piovigginava. Abbiamo cercato di fornire coperte e aiuto a queste persone. Erano scalze, con i piedi feriti e con gli abiti bagnati, alcuni in ipotermia – afferma Mina De Maria, assessore di Castrignano del Capo – La nostra principale preoccupazione è stata quella di assicurarci che stessero tutti bene. Prima delle idee politiche, esistono le persone e la priorità è quelle di metterle in salvo”.

Durante i primi momenti della drammatica vicenda, due giovani vigili urbani di Castrignano del Capo, Damiano Vallo e Teodoro Maruccia che, svestendo gli abituali panni, si sono distinti nel portare i primissimi aiuti e trarre in salvo alcune persone.

Tra i soccorritori Comune, Caritas, Protezione civile

Don Lucio Ciardo

Gesù odora di umanità e non d’incenso – è il commento di don Lucio Ciardo di Alessano, direttore della Caritas della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca –  e Papa Francesco ci invita a vivere il Vangelo chiamandoci ad essere cristiani e non eroi . Presi dai preparativi del Natale, a volte rischiamo di perdere di vista l’essenziale lasciando Gesù fuori dalla Chiesa e dal nostro cuore”.

Don Lucio e alcuni volontari sono immediatamente giunti sul posto con beni di prima necessità- “Siamo portati a credere che queste persone arrivano con cellulari e catenine d’oro ma la realtà è un’altra. Sono gli ultimi, gli esclusi, quelli che vivono ai margini, quelli per cui “nell’albergo non c’è posto” – conclude il responsabile Caritas – ed il Natale ci insegna ad essere come i pastori che accolgono Gesù anche quando tutti gli altri non trovano un posto per lui e per la sua famiglia”.

(foto di Isa Esposito)