Anziano padre ritrovato carbonizzato: “Non fu omicidio volontario”. Meno grave l’accusa per l’imputato 48enne di Collepasso

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Collepasso – “Non si trattò di omicidio volontario ma preterintenzionale”: è la Procura, al termine delle indagini, a derubricare la gravità delle accuse a carico del 48enne Vittorio Leo, accusato di aver ucciso l’anziano padre, lo scorso 29 maggio a Collepasso.

Il 48enne agente immobiliare dovrà rispondere di “omicidio preterintenzionale aggravato dal vincolo di parentela”. L’imputato ha sempre sostenuto l’ipotesi dell’incidente, escludendo di aver voluto volontariamente uccidere il padre 89enne cospargendogli del liquido infiammabile.

L’anziano padre trovato carbonizzato

La consulenza psichiatrica svolta nel corso delle indagini ha pure accertato che l’uomo fosse perfettamente in grado di intendere e di volere quando si è verificata la tragedia. L’89enne Antonio Leo venne trovato carbonizzato nella sua abitazione di via Don Luigi Sturzo, non lontano dalla loro caserma.

A lanciare l’allarme fu lo stesso figlio, residente al primo piano dello stesso appartamento. L’anziano padre, insegnante in pensione, viveva invece da solo al piano terra da circa un anno, dopo la morte della moglie.

I frequenti litigi

Antonio Leo

Vittorio Leo non ha mai nascosto i frequenti litigi con il padre, soprattutto per motivi di eredità, resi pubblici anche con alcuni post su Facebook. La versione fornita dall’uomo ai carabinieri al momento dell’arresto su quella di un reazione d’impeto al culmine di un litigio con il padre che venne intaccato dalle fiamme in prossimità di alcuni fornelli accessi in cucina. Impietrito dalla scena, non sarebbe poi riuscito a dare subito l’allarme. Spetterà ora al processo stabilire la verità dei fatti.