Alezio – Dopo 145 anni ha fatto ritorno per le strade del paese il “Concerto bandistico municipale Città di Alezio”. Il progetto è nato grazie alla determinazione dei tanti ragazzi che già prestano la loro opera in altre bande del territorio.

Con una “prima” d’eccezione, in occasione della festa della Repubblica dello scorso 2 giugno, la nuova realtà si è presentata a tutti, ricordando i fasti di una storia che affonda le sue radici nel lontano 1874, anno di costituzione della “Banda di Alezio”.

«Da tempo siamo impegnati in un lavoro di ricerca con l’intento di portare alla luce il lavoro della vecchia banda – afferma il presidente Massimiliano Dei Sommi – spinti dalla volontà di creare un gruppo volutamente municipale per accogliere tutti gli aletini che vogliono far parte di una compagnia musicale».

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A riportare in auge l’antica tradizione bandistica locale ha contribuito anche il saggio di Elsa Martinelli (di Casarano), docente al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, scritto in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia. Ma dell’antica realtà musicale aletina, nella sua breve storia diretta dai maestri Vincenzo Carone, Vincenzo Cerasi e Nicola Carone, ne parla anche lo storico Giacomo Arditi che nel saggio “La corografia fisica e storica della provincia di Terra d’Otranto” descrisse la banda allora nota in tutto il territorio salentino come “soave in armonia, bella in arnese”, per le variopinte divise, la qualità degli strumenti e le brillanti esecuzioni durante le manifestazioni civili e religiose.

Ora quei colori tornano a splendere: «La cravatta, appositamente confezionata dal cravattificio “Alba” di Corsano, è stata scelta in accordo con l’Amministrazione – sottolinea il presidente – e richiama il giallo e il blu del gonfalone aletino, con lo stemma che raffigura l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, un po’ come la storia della nostra banda». Le divise, invece, saranno riproposte secondo la descrizione conservata nell’archivio comunale, con una giubba alla prussiana di colore blu, dai finimenti rosso scarlatto e i fregi dorati.

Nella sua prima esecuzione, la nuova orchestra ha eseguito nel piazzale della Costituzione l’inno di Mameli e l’inno cittadino “Salve, Alezio”, ripreso e riproposto qualche anno fa dalla Pro loco. Le parole furono scritte nel 1924 da Agostino Cataldi, mentre la musica fu composta negli anni ’50 da Francesco (Ciccillo) De Santis, illustre musicista aletino. Una volta recuperata la linea melodica grazie a Valerio Giorgino, il capobanda artistico della compagnia Simone Nocera si è occupato dell’arrangiamento per banda.

«La nostra Amministrazione – ha ricordato il sindaco Andrea Barone – ha sposato questa iniziativa sin da subito con grande entusiasmo, e sarà al fianco dei ragazzi nel nuovo percorso associativo. I colori che ognuno di loro indossa sono stati scelti per dare un senso di appartenenza alla nostra comunità e trasmettere anche nel nostro piccolo i valori di libertà e democrazia scolpiti nella Costituzione».

«Valori che una realtà come la banda sa tenere insieme», ha aggiunto don Antonio Minerba ricordando come la formazione di molti giovani musicisti è legata anche alla storia della parrocchia aletina. «Nei volti di molti di questi ragazzi – ricorda il parroco – vedo il lavoro svolto in questi anni dal nostro oratorio con la sua scuola di musica».

La giovane banda – che comprende al momento poco più di venti elementi in maggioranza aletini – si è data intanto una sua organizzazione interna in cui figurano, accanto al presidente Dei Sommi e al capobanda artistico Nocera, Rossella Demarco, segretaria e collaboratrice artistica e Davide Restino, collaboratore e responsabile della comunicazione. Parallelamente al costante lavoro sull’esecuzione del materiale musicale a disposizione, prosegue anche l’impegno nella ricerca di marce appartenenti alla vecchia banda. «Il nostro prossimo obiettivo – conclude Dei Sommi – è ritrovare antichi inni religiosi da riproporre e musicare per banda, in modo da poterli eseguire in occasione delle festività».

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