Anche a Lecce, la protesta di Greenpeace

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Il primo marzo a Lecce i volontari del Gruppo Locale hanno manifestato per svelare all’opinione pubblica che “Il Re è nudo” e che l’Alta moda nasconde un incubo tossico dietro i proclami di esclusività dei propri vestiti. La manifestazione fa parte della campagna intrapresa da Greenpeace per chiedere ai marchi dell’alta moda di produrre vestiti senza sostanze chimiche pericolose.

L’ultimo rapporto di Greenpeace International “Piccola storia di una bugia fuori moda” ha, infatti, svelato la presenza di sostanze chimiche pericolose nei vestiti per bambini prodotti da alcune delle più famose aziende d’Alta Moda, tra cui Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana. Queste sostanze vengono rilasciate nei corsi d’acqua non solo durante i processi produttivi, ma anche quando li laviamo nelle nostre lavatrici, mettendo a rischio la salute di adulti e bambini in tutto il Mondo. «Ė ora che i marchi dell’Alta moda siano all’altezza della loro reputazione e inizino a produrre capi di abbigliamento che non costino la salute del nostro Pianeta e il futuro dei nostri figli.

Impegnandosi a Detox, marchi come Valentino e Burberry hanno già dimostrato che si può produrre un’Alta moda che non costi nulla al Pianeta. Cosa aspettano invece Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana?» afferma Esperanza Mora, Campaigner di Greenpeace Italia.La mobilitazione principale è partita da Roma ed è proseguita a Venezia dove i volontarisi sono uniti alla parata del Carnevale. Sono venti le aziende che finora si sono impegnate con Greenpeace ad azzerare gli scarichi di sostanze chimiche pericolose entro il 2020.