Anche a Foggia Il Tribunale ordina la riassunzione di due netturbini licenziati a seguito di interdittiva antimafia

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Gallipoli – Da Lecce a Foggia il risultato è identico e univoco: gli operai licenziati dalla Gial Plast, azienda di Taviano con circa 500 addetti operante nel settore dei rifiuti, vanno reintegrati. Le ultime sentenze a due addetti estromessi la scorsa primavera dal posto di lavoro a seguito di interdittiva antimafia alla società, portano la firma del Tribunale del lavoro di Foggia.

Sostanzialmente uguali anche le motivazioni alla base dell’ordinanza del giudice che intima alla ditta la riassunzione di due operai di Sannicandro garganico. Nelle 14 pagine che compongono l’atto giudiziario, oltre ad annullare il licenziamento irrogato ai due che avevano fatto ricorso, si ordina alla società di corrispondere una indennità pari all’ultima retribuzione maturata dal giorno del licenziamento all’effettivo reintegro comunque non superiore a dodici mensilità della retribuzione globale “.

Finora sono otto i riassunti

A questo naturalmente vanno aggiunti interessi e rivalutazione monetaria e di versare a favore del lavoratore i contributi assistenziali e previdenziali”. In una nota il sindacato di base Cobas di Lecce sottolinea che i reintegri fino sono otto tra Gial Plast, Ecotecnica, Axa(queste ultime subentranti a Gial Plast nell’espletamento del servizio). Per il Cobas sarebbe ormai opportuno “chiudere questa storia senza aspettare le altre pronunce dei giudici” riassumendolo gli interessati “in autotutela”.

Come riferito in precedenti articoli da piazzasalento.it, il commissario giudiziario Massimo Bellantone, nominato dal Tribunale del lavoro, avrebbe già inviato ai magistrati competenti una sua relazione con cui solleciterebbe la riassunzione di tutti i licenziati di Gial Plast, essendo chiaro e riconfermato in più sedi l’orientamento dei magistrati giudicanti.