“Amici di Nico” e servizi per l’Autismo: parte l’appello dei genitori alla Regione per i fondi in ritardo

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Matino – Gli aiuti economici del Fondo regionale per l’Autismo sono in ritardo, con il conseguente blocco delle convenzioni, e parte la protesta del comitato genitori della onlus “Amici di Nico”, con sedi a Matino e Lizzanello.

«Chiediamo – fanno sapere in una nota – che ai nostri figli sia garantito la continuità di ciò che abbiamo già potuto esperimentare: un percorso terapeutico assolutamente virtuoso sotto la vigilanza di un supervisore dedicato per ogni fascia di età e con terapisti di grande esperienza professionale e umana, capaci di evidenziare sin dai primi mesi di intervento ottimi risultati, che la stessa Asl di Lecce ha periodicamente accertato, certificandone la valenza con proroghe in forma semestrale».

Il problema nasce dalla convenzione con la Asl scaduta lo scorso 31 dicembre, oltre la quale data la Onlus ha continuato a erogare i servizi in regime di proroga, dopo l’accreditamento ottenuto lo scorso settembre. Per molte famiglie la Onlus “Amici di Nico” rappresenta, da anni, un “insostituibile punto di riferimento, un Centro specializzato per i nostri figli, l’unico sul territorio in quanto riconosciuto per gli interventi specialistici e per la decennale esperienza nella presa in carico di bambini con autismo”.

In molti casi è stato possibile, grazie alla convenzione sottoscritta tra la Asl di Lecce, i Centri ambulatoriali per l’Autismo “Amici di Nico” e il Centro territoriale per l’autismo della stessa Asl, ad interventi specialistici per bambini in età precoce, anche al di sotto dei 5 anni di età.

«L’equipe di “Amici di Nico” onlus sì è prodigata ad attivare per tempo l’assistenza specialistica individuale con supervisioni costanti e supportandoci con cicli di “parent training” e “teacher training”», fanno sapere i genitori.

Sebbene tale convenzione fosse scaduta a fine 2020, “per doverosa continuità assistenziale e nel rispetto del programma semestrale autorizzato2, i suddetti programmi riabilitativi sono proseguiti per tutto gennaio e febbraio 2021, “benché la struttura fosse priva di ogni rinnovata sottoscrizione, confidando in una imminente revisione del Fondo Regionale per la Asl e nella successiva proroga delle Convenzioni”.

«Ora, a fronte un’assenza di impegno di spesa della Regione e dell’impossibilità da parte della Asl di Lecce di ristorare il servizio già attivato, la struttura si è vista costretta a ridimensionare se non sospendere  direttamente gli interventi, costringendo i nostri bambini – spiegano i genitori – a rinunciare ad alcune ore di intervento, importantissime ai fini riabilitativi e di ottenimento degli obiettivi previsti o ancor peggio, per alcuni di noi, addirittura a vedere interrotto quanto appena intrapreso, compromettendo il sacrosanto diritto alla salute e alla continuità terapeutica».

Da ciò l’appello al presidente della Regione Michele Emiliano, all’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco, al direttore delle Politiche sanitarie Lucia Montanaro, a tutta la Giunta regionale “e non ultimi ai funzionari addetti” per un sollecito urgente “affinché venga ristabilito immediatamente un congruo stanziamento regionale all’unico Centro meritatamente accreditato in provincia di Lecce e che si confermino con provvedimenti urgenti tutti gli interventi in atto regolarmente prescritti dal Cat di Lecce”.