Amianto: la paura resta

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I cittadini alla Costituzione del ComitatoGALATONE. «Non siamo la pattumiera d’Italia». È questo il grido alzatosi negli ultimi giorni dai tanti cittadini galatonesi (e non solo), allarmati dal presunto arrivo al porto di Gallipoli di una nave cargo carica di diverse migliaia di tonnellate di amianto da smaltire nell’impianto “Rei” di Galatone. Smentito l’attracco (la stessa società ha riferito che lo sbarco non ci sarebbe più stato per l’inadeguatezza tecnico-logistica del porto gallipolino) è rimasto l’allarme tra i cittadini, solecitati anche da gruppi ambientalisti, scesi subito in piazza per dire “no” all’amianto.

Le risposte fornite dagli amministratori provinciali e locali (in primis i sindaci di Galatone e Nardò) non hanno, comunque, convinto più di tanto i cittadini che hanno costituito un “Comitato permanente per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio”, che ha  cercato di far luce attorno alla vicenda – anche relativamente alla centrale a biogas in contrada “Le Rose” –  e presentato ben 22 proposte al Consiglio comunale convocato ad hoc.  Gran parte della cittadinanza – è più che chiaro – è contraria all’ampliamento della discarica “Rei” in contrada Vignali-Castellino, autorizzato nel marzo scorso dalla Provincia di Lecce con il beneplacito anche dei sindaci di Galatone e Nardò.

Sarebbe, invece, a favore dell’impianto – risultato interamente in regola da un recentissimo controllo dei carabinieri del Noe– solo se questo conservasse le originali dimensioni e se venisse utilizzato esclusivamente – e non “prevalentemente”, come risposto ai cittadini – per lo smaltimento dell’amianto presente sul territorio provinciale, dunque di quello disseminato nei Comuni dell’Ato di cui fanno parte Galatone e Nardò. E stando a quanto riferito da Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, di amianto da smaltire ce ne sarebbe tantissimo.

Tuttavia, ciò che persiste, e che i cittadini continuano a denunciare pubblicamente, è il sospetto, ma anche la paura, che dietro tali “manovre” – tuttora poco chiare ai non addetti ai lavori, dunque ai più – si possano celare non pochi interessi economici da parte di alcuni. I cittadini, comunque, ora più di prima, hanno gli occhi sgranati.
E qualcuni segnala anche il fatto che, dopo l’allarme lanciato, nel centro urbano sono comparsi nuovi segnali di divieto di transito di mezzi pesanti.