Quattro positivi al Coronavirus all’ospedale di Gallipoli: chiude il Pronto soccorso. Altri reparti verso la stessa fine. Il Sindaco: “Situazione molto complicata ma non mi arrendo”

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L’ingresso del Pronto soccorso

Gallipoli – Chiude per un giorno il Pronto soccorso del “Sacro Cuore”. E’ la conseguenza del focolaio d’infezione alimentato stamattina dalla positività di un medico, due infermieri del reparto e un addetto alle pulizie. Salgono così a 13 gli addetti ai lavori e i degenti raggiunti dal Coronavirus.

Si temeva non solo per il personale di Medicina, dove è stato registrato il primo caso di un infermiere, venerdì 20 marzo, dopo due giorni che era stato processato il suo tampone. Si temevano possibili contatti diretti tra personale di Chirurgia, Pneumologia, persino Rianimazione.

L’ultima tegola su di un ospedale sotto stress

Mentre la task force dell’Asl di Lecce – su pressioni del Sindaco, del sindacato e della città – appositamente approntata per l’ospedale di Gallipoli – si è messa al lavoro mettendo a punto una serie di iniziative tra cui i tamponi laringei agli operatori sanitari dei reparti maggiormente interessati, ecco quest’altra tegola che fa dire al Sindaco Stefano Mineva: “La situazione è molto complicata ma non per questo mi arrendo. Insisterò affinché vengano svolti velocemente tutti i test e “blindare” il virus. Questa è una promessa”.

Nella dichiarazione appena rilasciata Minerva racconta: “Sono appena tornato dal nosocomio gallipolino: ho incontrato il personale di Sanità Service (la ditta che assicura quotidianamente le pulizie del nosocomio, ndr) giustamente preoccupato per la situazione. Ho richiesto con insistenza e fermezza i tamponi immediati per tutti i lavoratori della ditta. Ancora, con gli addetti ai lavori, stiamo già ricostruendo tutte le interazioni e i passaggi degli operatori per capire definitivamente i contagiati”.

“Tamponi per tutti anche per gli addetti alle pulizie”

Il Sindaco ha chiesto alla task force “l’immediata sanificazione del Pronto soccorso gallipolino che sarà dunque chiuso per un giorno, il tempo tecnico necessario per ristabilire la sicurezza dei locali, un passaggio che non si può saltare”.

Il capo dell’Amministrazione ha concordato inoltre “a turno, la sanificazione di tutti i reparti dell’ospedale perché, come sappiamo, non tutti possono chiudere per molto tempo, ma dobbiamo invece garantire la salute di chi lo abita e la degenza per chi ne ha bisogno”.

Il rischio del collasso

Il rischio è infatti il collasso della struttura, come già accaduto a Copertino, Va infatti ricordato che si attendono gli esiti di una ventina di tamponi decina di tamponi i cui prelievi risalgono ad alcuni giorni fa. Ad ogni soggetto eventualmente positivo va ricostruita la serie di contatti avuti e, con un sistema per cerchi concentrici, risalire il più possibile agli interessati.

Dopo di che scattano misure preventive quali l’isolamento e la quarantena con conseguente blocco del personale interessato, per il quale sarà molto difficile trovare sostituti di questi tempi.