Allagamenti, ecco 4 milioni

2020

la zona "Lapiri-Temerano"

SECLÌ. Veramente un bella soddisfazione per il Comune di Seclì retto da Luigi Negro. In un solo colpo un finanziamento di ben 3 milioni 698mila euro. Una somma enorme che risolverà alla base un annoso problema per il territorio comunale: gli allagamenti. Le acque che arrivano da Collepasso, Neviano, Sannicola, Tuglie e in parte da Aradeo che nel 2004 misero pericolosamente a bagnomaria gran parte del paese e che periodicamente, specie in periodi piovosi, non fanno vivere sonni tranquilli agli abitanti. Ne va giustamente fiero l’assessore ai Lavori pubblici Armando Rondinella. «E’ un impegno che ci siamo presi per risolvere il problema più serio del paese e lo abbiamo mantenuto», commenta l’assessore.

La zona interessata è il naturale confluvio delle acque che giungono a Seclì dai paesi vicini. A ciò si aggiunge uno sviluppo edilizio non sempre rispettoso del territorio che ha ostruito il naturale deflusso delle acque e che ha praticamente creato un invaso di 15mila metri quadrati, profondo tre metri. Per un evento eccezionale la vasca può arrivare a contenere 20mila metri cubi di acqua in un’ora.

Il Comune ha redatto uno studio, agganciandosi alle ricerche dell’Autorità di bacino che aveva appunto individuato il paese come territorio ad alta pericolosità idraulica. Lo studio preliminare è stato sottoposto direttamente al Ministero dell’Ambiente, deputato a intervenire in zone a rischio con 200 milioni di euro su tutto il territorio nazionale. Con il riconoscimento delle necessità da parte del Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico della sede di Bari, dott. Croce, Seclì è stato inserito nel primo stralcio di finanziamenti, unico paese della provincia di Lecce.

La caratteristica del progetto è di realizzare un’opera ecocompatibile, senza alcun uso di calcestruzzo. La conformazione dell’invaso da realizzare prevede interventi per bloccare gli strati superiori di terreno assorbente con paratie di plastica che arrivino ad innestarsi allo strato carsico, a circa 40 metri di profondità. Ciò impedirà il fluire delle acque fin al di sotto delle case del paese, come succede ora con l’acqua che letteralmente “sorge” all’interno delle abitazioni di Seclì in caso estremi.

Approvato ormai il progetto esecutivo si attende a breve l’appalto dei lavori che sarà gestito interamente dal Commissario straordinario e che avrà la caratteristica di essere un “appalto europeo”. Ciò significa che le ditte che gestiranno il progetto non saranno necessariamente italiane ma potranno arrivare da qualsiasi nazione europea.

Roberto Barone