Gallipoli – E’ stato pubblicato oggi al’Albo pretorio on line il consueto rapporto su ordinanze di sospensione, di opere e lottizzazioni abusive. Solo che questo documento, relativo al gennaio scorso, ha una particolarità: risponde alla richiesta della Procura della Repubblica di Lecce circa lo smontaggio, per i magistrati obbligatorio, dei lidi entro il 31 ottobre scorso.

Gli stabilimenti balneari in territorio gallipolino sono una quarantina, compresi quelli di vecchia data in muratura. Sono 37 le strutture da rimuovere. Nel report si specifica che tre lidi hanno smontato le strutture mentre otto hanno un’autorizzazione annuale.

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In sei pagine la relazione, firmata dal segretario generale del Comune Giancarlo Ria, ne elenca ben 26 (più un caso di sospensione dei lavori in via Brindisi angolo via Ugento). Sono gli stessi che erano emersi come inadempienti dagli accertamenti effettuati dalla polizia comunale lungi i litorali a nord e a sud della città. A tutti viene imputata la mancata osservanza di norme riguardanti l’abuso edilizio e la tutela del patrimonio culturale.

Abbiamo risposto ad una precisa richiesta della Procura – spiegano in Comune – relativa ai lidi che non hanno smontato entro i termini di legge”. In un quadro normativo in evoluzione – per non dire caotico e contraddittorio con pezzi dello Stato in contrasto, per la Procura della Repubblica non sembrano essere efficaci gli emendamenti di cui si è a lungo parlato, inseriti infine nel decreto legge “Semplificazioni”.

Che le nuove norme non siano del tutto chiare ed inequivocabili, come servirebbe invece per uscire finalmente da un ginepraio che si ripresenta puntuale ad ogni fine estate, lo dicono gli stessi operatori balneari, oltre che gli amministratori locali ed i dirigenti degli uffici che se ne occupano.

Questa notizia comunque, nel giorno del sequestro preventivo del lido per antonomasia, il Samsara, ha gettato altra benzina sul fuoco delle polemiche. E non solo nelle reti sociali. “E’ ovvio che il Comune doveva rispondere come ha risposto alla Procura della Repubblica, ma una Amministrazione degna di questo nome non si fermerebbe o non si sarebbe dovuta fermare qui”, attacca il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano (foto).

Non sarebbe stato il caso di intimare agli interessati la rimozione degli abusi e solo dopo, nel caso di persistenza, procedere a denunciarli? Con gli imprenditori si discute, si programma, si stabiliscono le regole – insiste Fasano – solo dopo in caso di persistenza nell’abuso, si procede ad ordinanza di chiusura e relativa denuncia. Il Sindaco Minerva non fa nulla di tutto questo. Ed ora che farà: aspetterà le decisioni della magistratura?”.

 

 

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