Al via l’estate di Gallipoli: alcuni lidi già pronti. Si lavora per la litoranea di Baia verde, parcheggi e spiagge libere. Il nodo dei collegamenti

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Gallipoli – L’obiettivo dell’estate 2020 sarà quello di limitare i danni: gli indicatori di questi giorni, vento di maestrale a parte, portano verso una tiepidissima ripresa ma tutti, operatori e amministratori, sanno che per questa stagione il bilancio finale andrà verso il rosso. I grandi numeri delle passate stagioni restano per forza di cose irraggiungibili ma, di fondo, gli operatori turistici restano convinti che qualcosa si possa salvare già ora. O almeno si potranno gettare le premesse per una ripresa completa, magari a partire dal 2021.

Nonostante il via libera della Regione del 25 maggio, le spiagge restano quasi totalmente deserte e alcune con gli ingressi ancora sbarrati, complice anche il tempo non proprio invitante. All’attuale emergenza sanitaria, si uniscono vecchie ferite, quali la strada dei lidi a sud impraticabile (coi conseguenti problemi di circolazione e parcheggio) ma pure la chiusura forzata di alcune note strutture, che in estate richiamavano migliaia di giovani.

Parcheggi temporanei e spiagge libere

La pensa così il vicepresidente della locale Associazione commercianti Paolo De Mitri, che scrive su Facebook: «Il 15 giugno prossimo riaprono le discoteche ma per noi tutto ciò che era divertimento e benessere collettivo rimane soltanto un ricordo. Sarebbe bastato poco per trovare il giusto equilibrio: ora invece nella “repubblica di Baia verde” c’è solo una strada di campagna “premiata” (il riferimento è appunto alla strada dei lidi, il cui progetto è stato premiato  da Legambiente) e il Parco Gondar e il Samsara, che hanno dettato mode, flussi di gente ed economici chiusi ed abbandonati. In entrambi i casi si è esagerato! Troppo era prima e troppo è adesso. Al nulla preferisco da sempre la vita!».

In via Pavia, intanto, gli uffici comunali lavorano alacremente per non trovarsi impreparati nella gestione delle spiagge libere. «Stiamo preparando la cartellonistica necessaria e siamo in contatto con la Regione per capire se possiamo far assumere personale utilizzando il Reddito di dignità o il Reddito di cittadinanza, perché – afferma il sindaco Stefano Minerva – controllare noi le spiagge è pressoché impossibile e affidarle a privati, non se ne parla proprio.  La polizia municipale farà pure la sua parte, ma “una tantum”, e solo per i necessari controlli».

Pronto anche il bando per i parcheggi temporanei: «Parcheggi che possono essere già pronti: ora tocca ai privati istruire le pratiche. Intanto – spiega Minerva – gli accessi alle principali spiagge sono aperti per consentire la fruibilità, quindi anche quest’anno Gallipoli sarà servita da una rete di parcheggi che consentiranno di accedere alle spiagge, come sempre fatto».

Lidi operativi

Tra i lidi è già operativo “Spiaggia club” dove in questi giorni sono arrivati i primi clienti. «Forse è ancora presto per fare previsioni, e poi il vento forte di questi giorni non invita certo a fare il bagno o a stendersi al sole», fanno sapere dal lido. Luigi AIemanno, titolare del “Bikini”, ha ricevuto solo in queste ore l’ok del Comune al ripascimento della spiaggia e ce la metterà tutta – assicura – “per salvare il salvabile”, ma trattiene a stento il proprio malumore, perché alla grossa incognita del Coronavirus si uniscono i problemi della litoranea incompiuta e dei pochi parcheggi che scoraggiano i clienti.

«Bene che vada lavoreremo al 50%», fanno sapere alla Playa. «L’anno scorso abbiamo registrato un 25% in meno a causa della viabilità precaria e dell’assenza totale di mezzi pubblici di trasporto e quest’anno il Coronavirus ce ne toglierà altrettanti», fanno sapere.

Lo storico “Lido San Giovanni” di Teresa Ravenna sta completando i lavori di ripascimento della sabbia, eliminando l’alga che si è depositata durante l’inverno. Pur con i danni ingenti causati dalle mareggiate dei mesi scorsi, si sta ultimando rapidamente la manutenzione ordinaria e straordinaria, e si è pure sostituita la vecchia “rete” che delimitava la zona del Lido dalla spiaggia libera, con una nuova palizzata di legno e canne.

Anche quest’anno avrebbe registrato il tutto esaurito, se non si fosse frapposto il Coronavirus, con le norme “anticontagio” che impongono un distanziamento maggiore tra gli ombrelloni e pure corridoi obbligati di passaggio, da e per il mare: allo stato delle cose il calo previsto, tra cabine e ombrelloni inutilizzabili, è di circa il 40%. Tutto ancora in alto mare, invece, con riferimento agli appartamentini.

Il titolare del “Piccolo Lido” Ranieri Filograna ha già aperto il bar, mentre il ristorante, con suggestiva vista mare, aprirà a giorni. Ha appena ricevuto dai competenti uffici comunali l’ok alla rimozione delle alghe dalla battigia e alla risistemazione dell’arenile. Facendo di necessità virtù, la capienza degli ombrelloni si ridurrà del 40%: anziché dei 2 metri e mezzo per tre degli anni scorsi, quest’estate ne occorreranno 3,40 x 3, con una superficie complessiva quindi di 10 mq ad ombrellone. «I clienti abituali non mi mancano, e poi è meglio questo che niente proprio», conclude fiducioso Filograna.