Al Pronto soccorso dell’ospedale di Tricase i cesti solidali della Caritas diocesana. Deceduta la terza suora contagiata in ospedale

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Tricase – Sono stati donati al personale medico e infermieristico del Pronto soccorso dell’ospedale “Panico” di Tricase i “Cesti solidali De Finibus Terrae” della Caritas diocesana di Ugento – Santa Maria di Leuca, mentre si registra il terzo decesso tra il personale (tutte suore del reparto di Otorinolaringoiatria) per l’infezione virale in atto.
In segno di “vicinanza e solidarietà a chi lavora in prima linea contro l’emergenza e la diffusione del contagio da Covid-19″, la Caritas diocesana di Ugento – Santa Maria di Leuca, rappresentata dal direttore don Lucio Ciardo, e la Fondazione di partecipazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” hanno donato tredici “Cesti solidali De Finibus Terrae” e tre cassettine di marmellate al personale medico e infermieristico del Pronto soccorso dell’ospedale di Tricase. I prodotti artigianali e agroalimentari contenuti nei cesti sono stati coltivati e trasformati nel territorio del Capo di Leuca dalla Cooperativa sociale Ipad Mediterranean di Tiggiano.

La Cooperativa sociale 

A nome di tutti gli operatori a ritirare i cesti sono stati il primario del Pronto soccorso  Antonio Angelelli, il coordinatore infermieristico Renato Mighali l’operatore del 118 Antonio Maggiore e l’operatore socio sanitario Antonella Peluso.
Ogni Cesto solidale conteneva 500 grammi di pestanache fresche, un panettone artigianale da 100 grammi all’aroma di pestanaca, due vasetti di preparati di pestanaca, 500 grammi di friselline, 500 grammi di biscotti, una bottiglia di vino primitivo, 500 grammi di fagioli e una palla di natale in ceramica artistica.
La Cooperativa sociale “Ipad Mediterranean” di Tiggiano ha tra i suoi obiettivi la coltivazione e valorizzazione della “Pestanaca di Sant’Ippazio” (Daucus carota), una varietà locale di carota giallo -viola, coltivata quasi esclusivamente nel territorio di Tiggiano e legata alla devozione popolare del patrono Sant’Ippazio, di origini orientali, “benefico per i sofferenti di ernia inguinale, in quanto egli stesso ne fu afflitto per un calcio ricevuto da ariani infedeli”.