Al lavoro con il reddito di cittadinanza e l’indennità di disoccupazione: azienda chiusa dai carabinieri. Riesplode la discussione sull’utilità della misura di sostegno

La nota della Uil: "Non si combatte così la povertà"

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Matino – Su 28 lavoratori sei erano in nero, due percepivano il reddito di cittadinanza ed altri due l’indennità di disoccupazione: tali irregolarità hanno portato quest’oggi alla chiusura dell’attività di una ditta di abbigliamento a Matino.

I controlli sono stati effettuati dai carabinieri della locale Stazione con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro e l’Inps di Lecce. In stato di libertà sono stati deferiti in titolare ed il legale rappresentante per numerose violazioni in materia di sicurezza sul lavoro. Sono state elevate, nel totale, sanzioni amministrative per 28mila euro e ammende per altri 45mila euro mentre sono stati recuperati contributi previdenziali e assistenziali per circa 100mila euro.

Le reazioni del sindacato

Sulla vicenda si registra l’intervento della segreteria della Uiltec di Lecce, il sindacato di categoria. «Pensato come strumento che doveva contribuire a incrociare la domanda e l’offerta di lavoro e dare risposte alla disoccupazione di lunga durata, il reddito di cittadinanza rischia di alimentare sempre di più le cattive prassi», afferma la segretaria Fabiana Signore (nella foto).

La Uiltec fa il parallelo con il ricorso alle mobilità in deroga: «I parametri e le modalità sono ovviamente diverse da quelle del reddito di cittadinanza, ma i risultati sono i medesimi: i lavoratori andavano comunque a lavorare in nero, pur percependo i soldi dell’ammortizzatore sociale, perché alcune aziende utilizzavano questo strumento per pagare in nero ed evadere. La povertà al Sud non si combatte in questo modo. Con questa misura non stiamo aiutando le aziende ad assumere, piuttosto stiamo favorendo il lavoro in nero».

Antonio Trevisi (Movimento 5 stelle)

Antonio Trevisi

«I controlli delle forze dell’ordine e dell’ispettorato del lavoro sui beneficiari del Reddito di cittadinanza sono un modo utile e fondamentale per scoprire eventuali irregolarità e far sì che una misura rivoluzionaria sia tutelata e rivolta a chi ne ha veramente bisogno». Ad intervenire sul tema è anche il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Antonio Trevisi il quale la “fase due” del noto provvedimento di sostegno al reddito, “con le convocazioni da parte dei Navigator dei beneficiari per l’inserimento in un percorso lavorativo e formativo”.

«Non potrà accadere quello che si è verificato in passato, con Cassa integrazione e Naspi, in cui più facilmente si eludevano i controlli. Oggi, invece, – continua Trevisi – tutti i beneficiari possono essere coinvolti in un percorso di inclusione sociale e integrazione nel mondo del lavoro».

Gli incontri informativi

Il consigliere regionale ricorda, a tal proposito, gli incontri proposti “per creare un confronto e fornire informazioni e linee guida per l’attivazione dei Patti per l’inclusione sociale per i beneficiari del Reddito di cittadinanza e per la definizione dei Progetti di utilità collettiva”. Il prossimo incontro sarà sabato 8 febbraio a Castrignano del Capo, alle ore 17.30 nell’aula consiliare. Giovedì 13 febbraio, invece, l’appuntamento sarà ad Alliste nell’aula consiliare alle 17.30.