Al Carnevale di Gallipoli quest’anno tornano i grandi carri allegorici. Tutto pronto o quasi

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Carnevale di Gallipoli, il carro dei fratelli Coppola (2018)

Gallipoli – Quattro carri allegorici più uno di seconda categoria (più “leggero”); dieci gruppi mascherati (anche dai paesi vicini); due Tidoru: sembrano essere questi i punti fermi del Carnevale di Gallipoli, anche questo sotto coordinamento e direzione artistica di Alberto greco.

Scendono in campo dopo la polemica “pausa” dell’anno scorso, i carristi storici e non solo. Le opere che sfileranno su corso Roma saranno firmate da Giovanni Pacciolla e Davide Scarpina; da Francesco Monterosso; da Stefano Coppola mentre un altro team realizzerà il carro promosso dal comitato festa di Santa Cristina.

In campo i maestri cartapestai

L’organizzazione è in mano al Comune che anche in queste ore sta lavorando su alcuni aspetti tecnici della popolare manifestazione. “Sì, abbiamo fatto una riunione con l’Ufficio tecnico anche questa sera, conferma l’assessore Titti Cataldi, che ha tenuto la prima riunione sul tema a fine ottobre. “C’è ancora qualche problema tecnico”, aggiunge.

Assunta Titti Cataldi

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale conferma il budget del 2019, intorno ai 30mila euro. Nella somma ci sono i “rimborsi spese ” per ideatori e realizzatori dei carri, mentre per i gruppi mascherati i premi dovrebbero aggirarsi intorno ai 500 euro.

Capannoni, si torna a Gallipoli

Fissate anche le date: 23 e 25 febbraio, ma pare senza corteo nel centro storico. “Non è detto – risponde l’assessore Cataldi a quanti danno per certa questa scelta – vediamo di coinvolgere anche il centro storico, ci teniamo”.

La novità riguarda invece i capannoni in cui far nascere i carri. Fino a qualche settimana fa si era parlato di un ampio contenitore nei pressi di Alezio. Poi però questa alternativa è venuta meno: problemi di custodia, di trasporto, di montaggio-smontaggio dei carri per farli giungere a destinazione i principali problemi.

Lavori in corso

Allora il Comune ha ripiegato per il capannone “storico”, quello di via Francesco Zacà, in un primo momento scartato per problemi di agibilità. Pur di mettere a disposizione dei maestri cartapestai i locali al più presto, si sta lavorando alacremente. Lavori in corso, insomma. compresi gli allacci delle utenze, ma “di breve durata” si assicura.