Agosto ha prodotto mezzo milione di chili di rifiuti in meno: Gallipoli, c’è chi se ne va a consumare altrove. Lo dice anche il bancomat

1459

Gallipoli – Da 2 milioni 605.820 chili a 2 milioni 152.710: la differenza di produzione di rifiuti tra il ’18 e il ’19 nel mese clou della stagione è questa. Rispetto all’anno precedente, in cui quel mese registrò un aumento della raccolta – circa 110mila chili rispetto al ’17 – quest’anno l’indice è andato giù duro. Come i villeggianti in città.

Mancano all’appello quasi mezzo milione di chilogrammi, secondo i dati forniti dalla concessionaria del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, quelli domestici insomma, provenienti dalla presenza di persone in un determinato posto, in questo caso a Gallipoli.

L’indicatore di presenze manda segnali   

L’indicatore, che viene preso come uno dei più importanti per misurare l’andamento di presenze, ha il pollice verso anche per luglio e giugno scorsi. In luglio il calo è stato di 300mila chili (1 milione 659.740), in giugno di 350mila circa (1 milione 75.250). Anche maggio ha avuto il segno meno: da 1 milione 152.070 a 904.395.

Pubblicità

Va tenuto presente che i numeri relativi al 2018 dei due mesi sopra citati erano già in calo rispetto all’anno precedente, cioè il 2017.

Baia verde

Gli scarti domestici sono aumentati solo nei primi tre mesi dell’anno, con incrementi tra i 70mila e i 40mila chili. Con un tonfo in aprile, quando è entrata in funzione la raccolta differenziata: si è passati da 1 milione 180.560 ad appena 707.060 chilogrammi.

Come sono andati i paesi vicini: Alezio e Taviano

Si dirà: ma quante sono le immondizie abbandonate lungo strade, in campagna ed anche in mare? “Quelle non contano?”, è l’appunto. C’è chi sottolinea poi lo stretto rapporto che c’è tra strutture ricettive ufficiali (alberghi, agriturismi, case vacanze, b&b) e locazioni in nero: “Lì i proprietari non hanno i bidoni della differenziata, essendo un affitto senza contratto, per cui i loro ospiti si disfano dei rifiuti là dove possono”.

Come che sia, il calo c’è (in quali setori sì e in quali no lo si vedrà) e lo testimoniano i Comuni vicini, tutti in crescita secondo questo rilevatore. Tra questi l’andamento della raccolta rifiuti nei paesi vicini. Ad Alezio, ad esempio, che si nutre di riflesso da qualche anno dei flussi turistici verso il capoluogo, l’andamento è “normale”: a maggio 182.280,a giugno 184.510, a luglio 222.110 e ad agosto 238.560.

Idem per Taviano e la sua marina: giugno è passato dai 425.400 del ’18 a 435.290 del ’19; luglio  dai 468.120 chili del ’18 ai 560.2890 di quest’anno. Agosto è andato ancora più su: dai 601.120 dell’anno scorso ai 685.070 chili.

Il bancomat dice la sua 

I prelievi di contanti L’andamento dei bancomat cittadini è l’altro segnale che si coglie tra i primi e che influenza stime ed analisi. In uno di quelli presenti su corso Roma, uno dei principali a giudicare dalle code che si formano in genere nel pomeriggio, le risposte – ufficiose ma da fonti attendibili – parlano la lingua corrente da qualche tempo in qua. Ci sono stati meno prelievi rispetto all’agosto di un anno fa.

Meno contante in giro “Dal 10 al 15%”, afferma la nostra fonte. E spiega: “La normativa europea stabilisce che ogni apparecchio non può dispensare al giorno più di 150mila-180mila euro. Ora, l’anno scorso ci abbiamo lavorato ogni giorno (hanno cioè dovuto rifornire la macchinetta di nuovo contante, ndr); quest’anno più di un giorno è saltato, anche due giorni di seguito”. I conti sono presto fatti.

 

 

 

 

 

 

Pubblicità