Agosto, due settimane da pienone a Gallipoli. Albergatori finora in difficoltà. A gioire le case vacanza: “Grazie ai giovani” con i soliti problemi

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Gallipoli – L’unica cosa su cui sembrano tutti d’accordo è questa: “Tutto pieno nelle due settimane centrali, forse tre”. Per il resto il primo bilancio, contando più sul fiuto e sull’esperienza piuttosto che su numeri, sulla straordinaria estate del ’20  è piuttosto variabile.

Gli albergatori salvano appunto la parte centrale di questo mese. “Per quel periodo siamo tutti pieni”, dice Vito Ria, che ha diversi punti di osservazione con le sue diverse strutture a Gallipoli e d’intorni. E luglio? “Poco lavoro, rispetto agli anni precedenti. E comunque stiamo andando meglio rispetto ad altre località joniche, per esempio come Porto Cesareo“.

Bonus vacanze a macchia di leopardo

I bonus vacanze da 500 euro sono certo un aiuto ma “diventano problematici soprattutto se il fruitore non conosce bene le procedure”, dicono gli operatori del settore, dai più grandi ai più piccoli come il gruppo Caroli Hotels che dando fiato alle proprie proposte anti Covid, ha creato movimento già dal mese scorso. Bonus ok dunque, anche oltre gli albergatori.

Nei campeggi i bonus hanno aiutato non poco ad allargare la platea testimoniano nelle strutture a nord della città, come nella storica Vecchia Torre. “Certo, con una utenza più ampia si corre qualche rischio che la qualità delle presenze di abbassi”, dicono dallo staff dei Coppola che abbozzano questo quadro delle presenze: giugno a metà; luglio sotto del 35%; incertezza nella prima settimana di agosto, compreso il settore degli  agricamper.

In attesa delle famiglie

Uscendo dagli alberghi, che aspettano le giovani famiglie dalla prenotazione dell’ultima ora e che non potranno contare sull’indotto del Concertone della Notte della Taranta, interamente in tv a fine agosto, nessun lamento, anzi, dai gestori delle case vacanze.

“Ci salvano i ragazzi”, dicono senza mezze misure in un’agenzia tra le più note della città. A vedere, in effetti, il parcheggio del la discoteca Rio Bo di alcune sere fa, vuoto di auto e pieno di biciclette, c’è da credergli. Altro elemento a riprova, i noleggiatori di biciclette i cui piazzali sono semivuoti nelle ore più centrali della giornata.

“Ringraziamo i ragazzi che hanno scelto Gallipoli”

“Dobbiamo ringraziarli, certo, pur con tutti gli eccessi che si portano dietro – proseguono dall’agenzia di lungomare Galilei – ma sono stati la “benzina” di queste settimane, prima del pieno di agosto”. Sanificazione ad ogni cambio di ospiti, raccomandazioni a tutti, invito alla buona educazione anche se “alcuni sono più autonomi ed altri eccessivamente esuberanti, forse per il senso di libertà che tornano finalmente a respirare”.

L’andamento del mercato turistico giovanile sarebbe il seguente, a sentire chi affitta case per vacanze: giugno – metà luglio gli arrivi dei neo diplomati; subito dopo o insieme, ecco i più giovani. Che sciamano sul corso a piedi o in bici incuranti come al solito del codice della strada. E, come al solito, ecco episodi di notti agitate in zone periferiche, con accenni di risse (un paio) che hanno fatto il giro della rete.

Eccessi e controlli

“Certo, gli eccessi ci sono  – ammettono gli operatori – abbiamo contato fino a 60 bottiglie in gran parte di alcolici in un appartamento appena svuotato; i ragazzi provenienti da famiglie bene sono i più sfrontati e violenti certe volte, ma tirando le somme e guardando nel complesso a questo settore, non ne possiamo fare a meno. A maggior ragione se le famiglie, per paura o altro, non vengono qui”.

A questo proposito, dai front office delle case vacanze raccontano un episodio: “Quando abbiamo invitato una famiglia di Milano che voleva prenotare di autosegnalarsi all’arrivo in Puglia, la risposta è stata: ma come, una volta eravamo noi a non volervi e oggi siete voi a rifiutarci? E hanno disdetto”.

“Come riceviamo i giovani turisti?”

Ma come riceviamo questi ragazzi, sempre più giovani? Come li indirizziamo una volta qui? Perché quelli che arrivano in treno vengono controllati per la temperatura e quando scendono dai pullman non c’è nessun controllo?”: domande vecchie e nuove si accavallano, rimandando a responsabilità plurime.

Come si accavallano i risentimenti verso questi ospiti, più o meno fondati. Il malumore si percepisce nel commenti lanciati dietro al loro passaggio: da “vandali” a “rompi…), all’esplicito “invito” di tornarsene a casa loro. “Dobbiamo programmare una politica turistica alternativa, più controllata non sulla carta ma nei fatti”, auspica qualcuno, naturalmente “per l’anno prossimo, visto che per quest’anno non ci sono neanche rinforzi delle forze di polizia, almeno finora”.

“Insegniamo loro ad essere cittadini”

“Non bisogna mai generalizzare: tanti ragazzi vengono per trascorrere serenamente e allegramente le vacanze ma fanno meno rumore di quelle minoranze che si azzuffano”: è il pensiero di don Salvatore Leopizzi, parroco di Sant’Antonio che si affaccia sul lungomare Galilei, esponente di Pax Cristi.
“Noi adulti piuttosto che dire la nostra, dovremmo puntare a investire sui giovani, per la creazione di una coscienza di cittadini, per chiamarli ad una responsabilità civile collettiva e diffusa, magari agendo come chiesa, come famiglia, come scuola, prima di arrivare alla giusta repressione”.