Agguato di mala a Casarano, il 24enne fermato dai carabinieri non risponde alle domande del giudice

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Giuseppe Moscara

Casarano – Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Gip il 24enne Giuseppe Moscara, fermato dai carabinieri lo scorso sabato perché ritenuto responsabile del tentato omicidio di Antonio Amin Afendi.

Moscara è stato interrogato in carcere questa mattina ed il Gip si è riservato per le prossime ore la decisione di convalidare o meno il fermo operato dai carabinieri su disposizione della Direzione distrettuale antimafia che ha svolto le indagini sul nuovo fatto di sangue che ha turbato la città.

La linea difensiva e le prove degli inquirenti

Il suo legale, l’avvocato “Simone Viva (di Ruffano) ha sostenuto la tesi dell’estraneità del cliente all’agguato di via Manzoni, avvenuto intorno alle ore 22 del 25 ottobre scorso. così come della partecipazione al tentato omicidio di Luigi Spennato del 28 novembre 2016 contestando infine l’aggravante dell'”associazione mafiosa”.

Da parte loro gli inquirenti ritengono “certe e incontrovertibili” le prove che inchioderebbero Moscara, in virtù di quanto accertato visionando le immagini dell’impianto di videosorveglianza del supermercato Conad di viale Stazione, che ha lo scarico merci proprio dove è avvenuto l’agguato.

I complici ancora da trovare

Da chiarire restano ancora gli aspetti legati all’eventuale complice seduto nell’Audi A4 dalla quale sono parti i colpi di kalashnikov diretti ad Afendi, così come di chi può aver aiutato il killer mancato a disfarsi (nei pressi di Cavallino) della stessa auto, risultata rubata.