Affari sporchi con slot e scommesse: c’è un avvocato tra i tre fratelli arrestati a Nardò: indagati a Galatone e Sannicola

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Nardò – Tre fratelli, tra i quali un avvocato, e sette altri soggetti sono coinvolti, a vario titolo, nell’operazione “Doppio gioco”, portata a termine questa mattina dai militari del Gico della Guardia di finanza di Lecce. L’organizzazione criminale, legata alla malavita locale, avrebbe messo su un giro vorticoso di affari tra slot machines, videopoker e scommesse: “tutto illegale” secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle.

Le accuse vanno dall’associazione per delinquere alla frode informatica, dall’esercizio del gioco d’azzardo di quello abusivo delle scommesse al trasferimento fraudolento di valori, per sottrarli ad eventuali misure di sequestro.

Gli indagati

L’avvocato 58enne G.R. ed il fratello P.R. di 53anni sono finiti agli arresti domiciliari, mentre la sorella 55enne M.T.R. è sottoposta all’obbligo di dimora. A piede libero sono indagati anche la 36enne di Nardò V.P.; il 41enne di Sannicola A.C.; O.R. di 58 anni, G.S. di 55 e L.M. di 44 di Squinzano; il 68enne C. N. e la 44enne R. Z. di Galatone.

A capo dell’organizzazione, attiva nel Leccese e nel Tarantino, vi sarebbero i tre fratelli neretini. Gli affari fiorenti nascevano dal noleggio di apparecchiature “legali”, distribuite in vari locali, che poi venivano alterate per consentire l’accesso a giochi e scommesse a distanza offerti da soggetti (spesso all’estero) privi della necessaria concessione dei Monopoli di Stato. “Vorticoso” è stato definito il giro d’affari conseguente alla totale evasione delle imposte previste. A pagarne le conseguenze anche i giocatori, per nulla garantiti sulla correttezza e legalità del gioco.

Le indagini hanno pure appurato la presenza di società intestate a dei prestanome, ma riconducibili ai vertici del sodalizio criminale. Numerosi i sequestri eseguiti nel corso dell’operazione, anche presso i centri abusivi di raccolta scommesse.