Adriano, Giulia e l’associazione dei portatori di acqua: partita l’ottava missione in Burkina Faso. Il video che ha commosso anche Marchisio

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Salignano (Castrignano del Capo) – Ha lasciato il lavoro da idraulico ed è partito per la sua ottava missione in Burkina Faso. È la storia di Adriano Nuzzo, originario di Ruffano e fondatore, insieme alla moglie Giulia Bassano di Castrignano del Capo, dell’associazione “We Africa to Red Earth” (Noi Africa dalla terra rossa).

Sabato 28 settembre è così iniziata l’ottava missione di Adriano Nuzzo e della sua associazione in Burkina Faso. Con due obiettivi: la costruzione del decimo e dell’undicesimo pozzo (gli altri esistenti nella zona sono stati costruiti nelle precedenti missioni) e la trasformazione dell’associazione no profit in una “onlus”, precisamente una “odv”, organizzazione di volontariato.

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Il primo viaggio nel 2014

Tutto è cominciato dalla curiosità di Adriano nel dicembre 2014: “Vivevamo in Svizzera, ma per motivi familiari siamo dovuti tornare in Puglia – racconta l’artigiano – e qui ho conosciuto un missionario cristiano, Umberto Trapi. Dopo essere partito due settimane con lui, io e mia moglie abbiamo deciso di creare una no profit per portare un aiuto concreto in quelle terre”.

Gli inizi difficili “All’inizio è stato difficile raccogliere fondi ma, nonostante tutto, il primo anno abbiamo realizzato due pozzi (uno a settembre e uno a dicembre). L’anno successivo (2016) siamo riusciti a costruirne altri due”, prosegue il racconto. Luogo dell’intervento in  provincia di Sanmatenga. Poi le loro attenzioni si sono spostate in altri posti (non vanno rivelati più precisamente per motivi di sicurezza).

L’idraulico che “porta” l’acqua continua: “In Burkina Faso piove sempre meno a causa dei cambiamenti climatici e durante la mia prima visita sono rimasto colpito dall’assenza di acqua. Ed è stato proprio questo il nostro obiettivo, puntando sulla costruzione di pozzi. Ma arriverà il giorno in cui non potremo costruirli manualmente e allora dovremo inventarci altro, provando ad andare più in profondità con macchinari elettrici. Per adesso andiamo avanti così, ma l’assenza di piogge resta un grave problema”.

Realizzato anche un asilo

Dopo la costruzione dei primi pozzi, “We Africa” ha realizzato, su richiesta degli abitanti del posto, l’unico asilo della zona con due classi elementari anche per i bambini dei villaggi circostanti. “È stato difficile perché il Municipio non accettava di buongrado la costruzione di scuole private – dice Nuzzo – ma siamo riusciti nell’impresa e per noi è stato gran motivo d’orgoglio”.

Costruire e mantenere “La nostra missione non consiste solo nel “costruire” ma anche nel “mantenere” – spiega ancora il giovane. – un pozzo può durare 5 o 6 anni senza riparazioni, poi sono necessari degli interventi, che hanno dei costi. Sono spese di cui ci facciamo carico insieme a molte altre quali elettricità, materiali e maestri, non è semplice, ma lo facciamo con impegno e dedizione, a fianco al popolo burkinabé”.

Da associazione no profit a organizzazione di volontariato

La scelta di trasformare l’associazione è finalizzata ad incrementare il nostro operato in Africa con la possibilità di avere maggiori vantaggi e la possibilità concreta di ricevere aiuti economici anche dalle aziende che condividono la nostra missione e il nostro impegno verso il prossimo”, afferma Nuzzo, il quale resterà in Burkina Faso tre mesi, “lontano dalla famiglia: un sacrificio enorme ma necessario affinché tutto proceda per il meglio e la nostra organizzazione possa garantire l’acqua alla popolazione e costruendo altri pozzi”.

Un luogo di pace con qualche paura “Questo Paese è simbolo della convivenza pacifica tra differenti religioni – sottolinea Adriano – musulmani e cristiani convivono pacificamente e questo è mal visto dagli estremisti che non lo accettano e soffiano sul fuoco”. Il Burkina Faso rimane uno dei Paesi più poveri al mondo; la maggior parte della popolazione vive di agricoltura, basata su alcuni cereali adatti ai climi asciutti, come il miglio. “L’economia ufficiale dipende dalla vendita di materie prime di cui il Paese è ricco, ma c’è sempre lo zampino di multinazionali occidentali a non permettere al Paese di crescere. Qui c’è lavoro ma anche tanto sfruttamento”..

L’emozionato messaggio di Claudio Marchisio

L’emozione e l’ammirazione di Claudio Marchisio L’impegno di Adriano Nuzzo, della moglie e di tutti coloro che cooperano riceve ogni giorno numerosi apprezzamenti (oltre 22mila gli iscritti sulla loro pagina Facebook). Tra i più recenti c’è stato quello di Claudio Marchisio, calciatore e campione della Juventus per molti anni. Marchisio ha condiviso il video di Adriano e Giulia sulla missione in Africa e lo ha commentato: “Uno dei messaggi più belli ed emozionante di questi giorni”.

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