Ad Aradeo vince la fantasia con l’Ara race cup nel ricordo di Roberto Carratta

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Aradeo – Grande successo domenica scorsa ad Aradeo, malgrado l’afa, per la prima edizione dell’Ara race cup, iniziativa promossa dalla Nuova Pro Loco. A vincere è stato il team Roby racing, cui è andato un trofeo realizzato da Stefania Campa e 300 euro, al secondo posto i Big family (trofeo e 200 euro) e al terzo posto Spesa competition (trofeo e 100 euro).

Altre squadre partecipanti: I Ferraristi, La meglio gioventù Racing team, Raschione team, Salento beach team, Sambo team, Team shower.  Ha presentato Damiano Mascello.  L’originale iniziativa (sicuramente unica in provincia) ha suscitato enorme interesse soprattutto fra i giovanissimi (in alcuni team il più anziano aveva 17 anni) che hanno affrontato con grande impegno la sfida di costruire con materiali di riciclo macchine senza motore, spinte per metà percorso con la sola forza dei muscoli,  in grado di competere in una gara ed affrontare le tante insidie dei “disturbatori” che lungo il percorso cercavano di rallentare la corsa di piloti con palloni e spruzzi d’acqua.

Alla fine i ragazzi hanno realizzato dei piccoli capolavori, frutto esclusivo del loro ingegno e della loro fantasia. È stata una grande festa per i partecipanti e per il numeroso pubblico ed un impegno non indifferente per dirigenti e soci Pro Loco che non si sono risparmiati nell’organizzazione di una così riuscita manifestazione.

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Ogni squadra partecipante, prima della performance, ha illustrato il suo progetto e per alcuni gruppi c’è stato anche un apprezzato balletto. Su tutte le macchine campeggiava il 15, il numero usato per le sue gare in moto da Roberto Carratta, lo sfortunato ragazzo del paese che lo scorso mese di dicembre perse la vita in un incidente stradale. Dall’anno prossimo la gara sarà intitolata a lui.

Come ha sottolineato a nome di tutta l’associazione Gianni Stefanelli, uno degli ideatori della manifestazione, “per noi è stata una scommessa, vedere se i ragazzi nella fascia d’età fra i 14 ed i 18 anni, potessero per un attimo lasciare da parte telefonini e mettersi insieme per produrre qualcosa. Facendo ciò il pensiero non poteva non andare a Roberto Carratta. Visti i risultati, la scommessa ci sembra ampiamente vinta”.

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