A Tricase si complica la crisi amministrativa. Malgrado le dimissioni a catena c’è stato pure un Consiglio comunale

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Carlo Chiuri

Tricase – Sono tutti da scoprire i possibili scenari della crisi politico-amministrativa al Comune di Tricase. Nei prossimi giorni si potranno meglio valutare le conseguenze delle dimissioni del Sindaco presentate lo scorso 8 giugno, data a decorrere dalla quale il diretto interessato può sempre revocarle nei 20 giorni successivi, come già fatto, tra l’altro, nell’ottobre scorso. In assenza di (sempre possibili) ripensamenti, a Tricase si insedierà un Commissario prefettizio in attesa delle nuove elezioni.

Lo scorso 8 giugno Carlo Chiuri aveva presentato le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco, insieme ai soli tre assessori rimasti in Giunta, dopo aver preso atto della “paralisi amministrativa” venutasi a creare con la mozione di sfiducia firmata da 9 consiglieri su 16: decisiva la decisione della stessa Sodero, fino a quel momento fondamentale per la tenuta della maggioranza.

Le dimissioni “irregolari”

A ieri mattinata risalgono, invece, le dimissioni “irrevocabili” dei consiglieri di maggioranza presentate, però, erroneamente tramite una Pec e in modo collettivo, con conseguente inefficacia. Tanto che all’apertura del Consiglio comunale svoltosi ieri, due dei sette dimissionari risultavano “assenti” per non aver ancora provveduto a dimettersi seguendo la corretta procedura. Ora, entro e non oltre dieci giorni, il Consiglio dovrà procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.
Malgrado le dimissioni a catena finora registrate, ieri si è pure tenuto un Consiglio comunale (in videoconferenza), per forza di cose “incompleto”,  convocato dal Presidente Dario Martina lo scorso 5 giugno. Tra i 15 argomenti all’ordine del giorno anche varie interrogazioni, alcuni Piani di lottizzazione, il riconoscimento di due debiti fuori bilancio ed il cambio del segretario comunale con lo scioglimento della forma associata con Sogliano Cavour e l’attivazione del servizio con Spongano. In assenza dei consiglieri di maggioranza e del Sindaco, i punti all’ordine del giorno non sono stati discussi. «Questo Consiglio comunale è legittimo nell’insediamento ma anomalo – ha afferma il consigliere Fernando dell’Abate».

Il Consiglio comunale “anomalo”

Al Consiglio riunito in seconda convocazione, dopo la seduta andata deserta il 27 maggio scorso, hanno partecipato 8 consiglieri: Dario Martina, Dell’Abate Fernando, Dell’Abate Nunzio, Eremita Alessandro, Esposito Federica, Panico Maria Assunta, Peluso Giuseppe e Zocco Vito. Assenti il Sindaco dimissionario, gli assessori e i consiglieri di maggioranza (anch’essi dimissionari) e Francesca Sodero.
Proprio la pentastellata ha manifestato “fermo disappunto rispetto alla condotta del Presidente del Consiglio comunale” per aver confermato la convocazione del Consiglio offrendo, a suo dire, “uno spettacolo indecoroso”. La consigliera del Movimento 5 stelle è pure protagonista di una accesa polemica con il presidente della Provincia Stefano Minerva(che ha preannunciato querela) per la nomina “di una stretta familiare di uno dei firmatari di spicco della mozione di sfiducia al Sindaco di Tricase a capo di una società controllata dalla Provincia di Lecce”, (il riferimento è alla moglie del presidente Martina), ed ha preannunciato il ritiro della sfiducia e la presentazione di una nuova mozione a sua sola firma.