A Sannicola i “Lazzareni” sono più forti del Coronavirus: la tradizione vince, pur senza “assembramenti”

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Sannicola – Non si ferma la tradizione a Sannicola malgrado l’emergenza Coronavirus. Non potendo uscire e non potendosi “assembrare” per la notte dei tradizionali Lazzareni, quest’anno gli organizzatori hanno pensato ad un’iniziativa singolare: una macchina passerà per le vie del paese per tutta la notte a partire dalle 23.00 diffondendo i canti tradizionali.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Sannicola in collaborazione con la Proloco, presieduta da Elisabetta Greco e la Consulta giovanile presieduta da Fausto Puce. I canti diffusi saranno quelli della “Compagnia Lu Lazzarenu” composta da Mino, Sandro e Dino De Prezzo, tutti e tre voci e tamburelli, Bruno Scorrano alla fisarmonica ed Emanuele Petruzzi alla chitarra.

Un conto corrente per le donazioni 

«Affacciatevi alla finestre o sui vostri balconi – è l’invito degli organizzatori – con le vostre fisarmoniche, chitarre e tamburelli e cantate assieme a noi: “Bonasera a quista casa a tutti quanti li soi abitanti”». La tradizione prevedeva che i gruppi informali di musicisti si recassero nelle case a portare lu lazzarenu e gli abitanti offrissero loro uova, ma anche altre vivande (in alcune case vere e proprie tavole imbandite), vino, il tradizionale “biccherino” (limoncello, liquore di mirto o altri alcolici fatti in casa) e anche denaro. Il tutto veniva messo ne “Lu panaru” recipiente tradizionale di giunchi intrecciati che i cantori non mancavano mai di portare con se.

Per rispettare anche questa tradizione il Comune ha predisposto un conto corrente per le eventuali donazioni in denaro (saranno utilizzate per l’emergenza Coronavirus) e inoltre è possibile contattare la Proloco che manderà un suo emissario, munito di apposita autorizzazione vidimata dal sindaco, a ritirare le offerte.