Presicce – Tutto pronto, a Presicce, per la festa del patrono Sant’Andrea, in programma il 29 e 30 novembre. Ci sono le luminarie nelle vie del centro insieme alla cassa armonica per i concerti. Molto partecipata, secondo tradizione, sarà la  processione del giorno della vigilia quando al termine della messa delle 17.30 la statua del Santo verrà trasportata dai fedeli fino in via Molise, dove (intorno alle 20) verrà accesa la tradizionale Focareddha (accompagnata dai fuochi pirotecnici), prima di far ritorno in chiesa. In serata la festa proseguirà con la musica popolare di “Aloisi Gruppu”. Nel giorno della festa, venerdì 30 novembre, gli orari delle messe saranno alle 8 presso la chiesa del Carmine e alle 10,30 e 17,30 presso la chiesa madre. 

Rientra nel programma civile “Lu Tamburreddhu”, il tradizionale appuntamento che ha dato il senso dell’attesa della festa a chi l’ha sentito suonare nelle prime ore del mattino, da mercoledì 21 fino alla vigilia. La mattina del 30 ci sarà la fiera mercato e per tutta la giornata il concerto bandistico Città di Squinzano.  

Scuole chiuse Buone notizie anche per gli alunni della scuola media di Presicce che potranno assistere alla tradizionale esibizione del Tamburrello a scuola e anche per il giorno di festa garantito. La dirigente scolastica, infatti, ha da subito accettato la proposta avanzata dal Comitato feste per far esibire il Tamburrello presso il plesso scolastico di Acquarica, dove si trovano tutti i ragazzi delle medie dei due paesi, inoltre qui verranno raggiunti da tutti gli altri bambini della  scuola primaria di Acquarica. Giorno 30, poi, tutti i ragazzi delle medie rimarranno a casa perché la dirigente ha ottenuto che l’operazione annuale di sanificazione dell’istituto fossero effettuate proprio quel giorno.

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La tradizione del Tamburrello, però, ogni anno fatica ad essere portata avanti. «Diminuisce la gente nel paese, i giovani sono sempre meno – afferma il presidente del Comitato festa, Tonino Tamborrini – e ogni anno diventa tutto sempre più impegnativo. Inoltre, negli ultimi anni gli oboli volontari sono diminuiti drasticamente, ne perdiamo quasi cento ogni anno. E le feste costano: anche il tamburello costa 3.200 euro per i nove giorni anche perchè chi suona non lo può fare gratis e molti vengono anche da fuori». Simbolo delle feste è anche la banda, ma anche in questo caso il futuro non è roseo. «Purtroppo sono sempre di meno e la gente non ascolta più i pezzi d’opera, quest’anno – conclude Tamborrini – per innovare un po’ la tradizione ci saranno i pezzi sinfonici, facendo una scommessa con noi stessi, perché l’ultima volta la banda è stata seguita soltanto dal comitato. Stiamo facendo di tutto per far rimanere la tradizione, non vogliamo mandare a rotoli tutto l’anno prossimo, ma è davvero difficile trovare anche gente nuova che voglia occuparsi del comitato». 

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