A Parabita nuovo abito per il simulacro della Madonna addolorata: in piazza Anime messa con il vescovo Filograna

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Il vescovo Fernando Filograna

Parabita – Solenne celebrazione eucaristica domenica 13 settembre a Parabita, per la benedizione del nuovo abito del simulacro della beata Vergine Maria addolorata. Quest’ultimo è attualmente custodito nella confraternita delle Anime. L’appuntamento è alle ore 19 in piazza Anime (in chiesa Madre in caso di maltempo) e a presiedere la funzione religiosa sarà il vescovo diocesano monsignor Fernando Filograna (diretta Facebook su Parabitalife).

La cerimonia è organizzata dall’omonima confraternita (padre spirituale don Santino Bove Balestra, di Nardò) e dalla parrocchia San Giovanni Battista. A patrocinare l’appuntamento (insieme alla Banca popolare pugliese) è, invece la Confederazione delle confraternite delle diocesi d’Italia, diretta da Francesco Antonetti.

Le origini del simulacro

Il simulacro dell’Addolorata con il vecchio abito

Le origini della statua dell’Addolorata (probabile opera di un maestro cartapestaio leccese vicino ai modi stilistici del Caretta), sembrerebbero risalire all’alba del secolo XX. Il simulacro viene annualmente portato in processione per le strade della città, in occasione della solennità del Venerdì santo.

Le notizie sull’originario vestito dell’Addolorata riaffiorano agli inizi del Novecento. Intorno agli anni 50 del secolo scorso, le signorine Muia di Parabita commissionarono poi un secondo abito che, essendosi degradato nel colore della stoffa è stato attualmente rifatto dalla sarta Maria Rita Giaffreda. In particolare, il martedì prima della domenica delle Palme e subito dopo la domenica di Pasqua, fin dal 1958, ad occuparsi della vestizione e svestizione della statua è la signora Coltura Cataldo, la quale fino ad oggi prosegue con fede e tradizione l’esperienza precedentemente espletata dalla madre.

Fede e tradizione

Il priore Giuseppe Cocola

«Durante il periodo pasquale, il simulacro dell’Addolorata viene infatti svestito dall’abito tradizionale che vi rimane per tutto l’anno e adornato non solo da quello nuovo ma in particolare anche da ori e gioielli offerti dai fedeli come ex-voto. Si tratta ormai di un rito tradizionale, che viene infatti svolto dalla signora Cataldo nell’intimità della preghiera», afferma il priore del sodalizio Giuseppe Cocola. Ad idearlo, disegnarlo e ricamarlo è stata invece Maria Stella Parrotto. Il velo è quello che venne eseguito nel 1965 dalla compianta maestra ricamatrice Emilia Polimeno.