A Neviano incontri con gli autori a scuola e nuove querce per le ragazze laureate durante il lockdown

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Neviano – Scuole di Neviano nell’elenco degli istituti che hanno aderito al progetto “Libriamoci a scuola”, promosso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e dal “Centro per il libro e la lettura”. Si tratta di un campagna nazionale che ha portato in numerosi istituti italiani la pratica della lettura a voce alta, con il supporto di lettori d’eccezione e per il tramite delle amministrazioni comunali coinvolte.

Tre i brani letti a Neviano, che risulta tra i tre comuni pugliesi con il fregio di “Città che legge” che hanno partecipato all’iniziativa: “Voglio essere il numero 2” di Alberto Pellai, “Il bambino che sognava l’infinito” di Jean Giono e “Il mio superpotere è la gentilezza” di Giulia Ceccarami e Dalia Ragatti, tutti uniti appunto da un unico filo conduttore, “Contagiati dalla gentilezza”, pensato dal sindaco Fiorella Mastria e sviluppato insieme alle docenti Maria Felice Giuri, responsabile per la scuola media, e Rossella Nestola con Gabriella D’Amico, referenti delle elementari. Nello stesso spirito, l’Amministrazione Comunale ha anche aderito alle giornate di “#IoLeggoPerché”, incontrando – in modalità smart – quattro autori che hanno presentato i propri volumi: Alessandro Romano, Antonio Romano, Antonella Tamiano e Giulia Reale.

Una laurea, una quercia

Anche Neviano, inoltre, ha sposato l’iniziativa “Smart graduation day”, dedicata a chi ha conseguito il titolo di laurea durante il lockdown: sei le concittadine che insieme al sindaco Mastria e al vice Manfredi Martalò hanno piantumato altrettante querce sullo spazio verde della rotatoria che conduce a Collepasso, in un’iniziativa organizzata dal servizio InformaGiovani. Si tratta di Ludovica Antonaci, Sara D’Ospina, Sara Fattizzo, Marina Greco, Sara JLassi e Beatrice Ramundo.

«Abbiamo voluto sottolineare a nostra volta l’importanza di questa iniziativa con questa piccola cerimonia pubblica – dice la Mastria – e con un omaggio simbolico: non esiste un albero come la quercia che sia così carico di significati presso ogni popolazione nella cultura europea. Queste manifestazioni sono valori che dobbiamo recuperare se vogliamo salvaguardare l’ambiente ed il nostro stesso futuro».