A Nardò è polemica sulla biblioteca dei Carmelitani che chiude. Galatone “interessata”

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Nardò – È polemica sulle biblioteche a Nardò. «L’Amministrazione comunale intende dotare Nardò di un polo bibliotecario moderno», spiegano a Palazzo di Città in risposta alla nota con la quale il consigliere Pd Lorenzo Siciliano segnala la chiusura del Centro servizi culturali e bibliotecari, “nota e amata biblioteca che dimora da decenni a Nardò, frequentatissimo e vivace presidio di cultura, studio e aggregazione sociale”.

Il problema nasce perché il Comune non ha sottoscritto la convenzione in scadenza  e la Regione ha pure disposto l’inventario di libri e arredi del Centro, richiamando pure il personale in servizio, con la chiusura ufficiale che dovrebbe arrivare il 31 dicembre.

La nota di Siciliano

Lorenzo Siciliano

L’esponente di minoranza chiede spiegazioni sulle ragioni di una decisione “che porterà via da Nardò un immenso patrimonio culturale e umano”. «Dal 2010, cioè da quando la biblioteca ha trovato casa nel chiostro dei carmelitani – spiega Siciliano – vi è stato un incremento librario di 30mila volumi. Nel solo 2019 sono stati 1.947 i libri presi in prestito e 275 quelli donati dai cittadini, numero che lievita a 1495 negli ultimi 5 anni: 30 i libri presentati in compagnia degli autori. Tanti gli studenti che ogni giorno usufruiscono delle sale studio, innumerevoli i progetti e i laboratori che si svolgono in collaborazione con scuole elementari e medie».

Siciliano, facendosi portavoce del “dissenso e dell’indignazione dei miei concittadini e di tutti gli animi sensibili alla crescita culturale della comunità” ha convocato d’urgenza la commissione consiliare di controllo e garanzia, che presiede, “essendo l’intera questione molto poco chiara anche sotto il profilo amministrativo”. Si susseguono intanto gli interventi delle personalità del mondo della cultura locale che si schierano in difesa della biblioteca: nelle ultime ore si registrano le prese di posizione di  Mauro Marino (operatore culturale del Fondo Verri a Lecce), Giovanna Sasso (di TerramMare Teatro), lo scrittorte Livio Romano e il cabarettista Andrea Baccassino.

La replica dell’assessore

«Chi dice che l’Amministrazione comunale voglia chiudere una biblioteca, si sbaglia di grosso», replica l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto spiegando il perché della mancata firma del protocollo sul Centro servizi culturali e bibliotecari. «L’offerta bibliotecaria deve essere in rete. Per questa ragione il Comune di Nardò ha chiesto di acquisire l’intera dotazione di libri che, dal 2010, è in comodato d’uso alla comunità neretina ed è custodita dal Crsec», afferma Tollemeto. Con la cessione definitiva cessione, “oltre a scongiurare eventuali deprecabili dispersioni, l’Amministrazione può avviare una serie di investimenti e di azioni indispensabili”, con riferimento alla  catalogazione dell’intero patrimonio nel Sistema bibliotecario nazionale, nel quale è già presente la biblioteca comunale “Vergari”.

«Fino ad oggi questo non è stato possibile e, di fatto, le attività Crsec, pur lodevoli, continue e apprezzate, sono avulse dall’insieme di strategie avviate dall’amministrazione comunale per promuovere lo studio e la lettura. Ciò è inconcepibile, perché in questo modo Nardò offre servizi che non si adattano alle esigenze dell’utenza, a partire dagli orari di apertura. Così come è impensabile – conclude l’assessore – che nella vicina Galatone ci sia qualcuno che abbia come obiettivo quello di scippare i libri a Nardò. Sarebbe uno sgarbo istituzionale grave, sicuramente estraneo alla forma mentis dell’amministrazione galatonese».

L’interessamento di Galatone

Flavio Filoni

Chiamato in causa, Flavio Filoni, sindaco della vicina Galatone, conferma l’interessamento alla vicenda: «Se Nardò non dovesse rinnovare la convenzione con la Regione potremo valutare l’opportunità di accogliere noi la biblioteca del Cresc».

L’Amministrazione Mellone ricorda l’investimento da un investimento da 1 milione di euro sulla biblioteca comunale “Vergari”, che diventerà una “Community library”, così come il bando Mibact per “Città del libro 2018” e l’aver accolto il Salento book festival e il Centro studi “Vittorio Bodini” oltre alle iniziative “Librarsi”, “La Biblioteca va al parco”, “La Biblioteca va a scuola” e l’acquisto di libri dalle rivendite locali.

«La strategia non può essere quella di tutelare l’interessi di pochi ma, al contrario, quella di assicurare il diritto di fruizione a tutti, in ogni ora del giorno. Per questo – conclude Tollemeto – abbiamo deciso, nonostante l’iniziale intenzione di rinnovare il protocollo così com’era, di attendere l’insediamento della nuova Giunta regionale, in modo da ridefinire, con una chiara strategia politica, il ruolo del Cresc nella nostra città e anche il passaggio di proprietà dei volumi, come già richiesto a giugno scorso. Se qualcuno pensa che Nardò voglia rinunciare alla gloriosa biblioteca degli anni ’80, si sbaglia. Nardò vuole una eccellente biblioteca, che sia al passo con i tempi e che sia parte integrante di un unico polo bibliotecario, capace di fornire servizi avanzati all’utenza locale e nazionale».