A Lecce il “Covid hotel” della Asl per garantire l’isolamento dei “casi lievi”

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Asl Lecce

Lecce – Anche la Asl Lecce individua il “Covid hotel”, ovvero una struttura alberghiera dove poter garantire l’isolamento di quanti risultano positivi al Covid ma pur non necessitando di ricovero non possono trascorrere la quarantena nel proprio domicilio. Il provvedimento punta ad alleggerire il peso di ospedali e pronto soccorso almeno per i casi più lievi di positività.

Grazie ad una convenzione tra Asl Lecce e Protezione civile regionale, a tale scopo è stato individuato l’Hotel Zenith di Lecce. Le camere potranno accogliere quanti sono  paucisintomatici e asintomatici ovvero non in condizione di rimanere presso la propria abitazione, anche per l’assenza di ambienti adeguatamente isolati.

Isolamento da garantire

La permanenza in albergo permetterà di evitare il possibile contagio dei componenti del  nucleo famigliare e di trascorrere l’isolamento in sicurezza. La struttura alberghiera leccese dedica 25 unità abitative al “servizio alberghiero contumaciale” per la quarantena da Covid-19 ed è ad uso esclusivo della persona in isolamento che non può naturalmente ricevere visite.

Nell’albergo può entrare il personale alle dipendenze della struttura, il personale sanitario, i fornitori autorizzati dalla Protezione civile o dalla Asl e gli ospiti designati dalla Asl. Come riportato nella convenzione, la struttura può essere richiesta, previa verifica dei requisiti del caso, “dai Servizi sociali dei Comuni o dai medici del singolo paziente che comunicano le circostanze per la valutazione epidemiologica al Dipartimento di prevenzione”. Sarà poi la Protezione civile, dopo la valutazione del caso da parte del  Dipartimento di Prevenzione, a verificare la disponibilità di alloggio con la struttura comunicandola all’interessato.

Prorogati i contratti in scandenza

Intanto la Asl Lecce, facendo seguito alla nota del Dipartimento della Salute del 13 novembre scorso, ha deciso di portare a 36 mesi i contratti di tutto il personale a tempo determinato al fine di poter incrementare adeguatamente il personale sanitario in servizio e “garantire i servizi aggiuntivi che il Sistema sanitario regionale deve assicurare in emergenza Covid”.