A Gallipoli “stretta” del Comune sui rifiuti conferiti male: si passa alle sanzioni

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Gallipoli – La raccolta differenziata va fatta e pure bene. La frazione organica conferita dev’essere, infatti, priva di impurità perché possa risultare “utile”. Per aiutare i cittadini a differenziare meglio, parte quest’oggi la nuova campagna di sensibilizzazione dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Gallipoli, puntando proprio sul corretto conferimento della frazione organica.

In conseguenza di ciò, da giovedì 18 marzo i rifiuti depositati in modo non conforme non saranno ritirati e l’Amministrazione comunale preannuncia sanzioni contro i trasgressori.

La “qualità” dei rifiuti

Percentuali di rifiuti “non conformi” superiori al 10% porterebbero, infatti, al respingimento dei carichi in ingresso all’impianto di compostaggio, situato per giunta fuori regione, con notevoli aggravi di costo per il Comune.

Da una verifica effettuata sulla qualità dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta “porta a porta” è stato appurata la presenza di molte tipologie di frazioni non organiche e non compostabili, tra cui imballaggi in plastica in notevole quantità, rifiuti da costruzione e demolizione, tessili, ecc. Tale “non conformità” è emersa, in molti casi già da una semplice analisi visiva dei rifiuti, anche se finora non è stata applicata la prevista  è maggiorazione del prezzo unitario di conferimento.

Le verifiche

«L’esito dell’analisi svolta è la presenza di impurità pari a circa l’8%, un dato nettamente superiore rispetto a quelli degli altri Comuni dello stesso ambito. Inoltre – commenta l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Venneri – nel corso dell’analisi è stata evidente la presenza di buste non biodegradabili conferite da utenze sia domestiche che non domestiche e la presenza di rifiuti non recuperabili»

«L’inciviltà di pochi come spesso accade danneggia la buona condotta di molti. Per questo motivo – aggiunge il presidente della commissione Ambiente, Cosimo Nazaro – vogliamo allertare la cittadinanza e invitare i cittadini a non creare disagi al servizio. Se ciò continuerà, gli addebiti graveranno su tutti i contribuenti con costi aggiuntivi per lo smaltimento».