A Gallipoli l’attesa del Natale con il tradizionale corteo notturno della pastorale, in ricordo di Antonio Vincenti

Una tradizione nata a metà degli anni '70 e ancora oggi molto sentita

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Gallipoli – Da oltre 40 anni, la sera del 23 dicembre si ripete in città il suggestivo annuncio dell’arrivo del Natale al suono della pastorale gallipolina. L’appuntamento è nel centro storico, quando i musicisti – chi con il violino, chi con la chitarra, il mandolino, o la fisarmonica (e da qualche anno non mancano nemmeno gli strumenti a fiato) – convergono al civico 18 di via Crocefisso dei Molini, dove ad accoglierli c’è il padrone di casa Enzo Vincenti, mecenate delle tradizioni gallipoline: è lui, assieme a un gruppo ristretto di fedelissimi, a inaugurare il lungo periodo del Natale, che da queste parti ha inizio già il 15 ottobre con la festa di santa Teresa, quando c’è il primo assaggio delle pittule accompagnato da un bagno nel mare della Purità.

La sera dell’antivigilia di Natale, una volta accordati gli strumenti, e soprattutto dopo essersi corroborati con le abbondanti libagioni e bevande offerte dalla padrona di casa, i musicisti portano la melodia della pastorale gallipolina lungo le strette vie del centro storico, annunciando così la nascita del Salvatore. Il corteo sfilerà per tutta la notte, ritirandosi solo all’alba del giorno dopo, il 24 dicembre.

Antonio Vincenti

La tradizione della pastorale suonata per le vie del centro storico ha avuto inizio a metà degli anni ’70, con don Gigi De Rosa (attuale rettore al santuario del Canneto) e un nugolo di ragazzini capeggiati da Antonio Vincenti (scomparso il 10 gennaio 1983). Proprio Vincenti, pur se affetto da una grave malattia, era un giovane dalle mille risorse. “Con loro iniziarono le prime esperienze del presepe vivente nell’attuale piazzetta di santa Teresa – racconta Giacomo De Vita. – Il ricavato delle offerte veniva poi devoluto in beneficenza, a favore dell’Unicef”.

Enzo Vincenti dal gennaio 1983 ha raccolto il testimone del fratello Antonio e

Vincenzo Vincenti suona il mandolino

ricorda con malcelata malinconia quando “a mezzanotte del 24 il vescovo dell’antica diocesi di Gallipoli, monsignor Pasquale Quaremba, accompagnato dal Sindaco dell’epoca – Mario Foscarini – metteva il Bambinello nella grotta. Da allora, di tempo ne è trascorso un bel po’, ma la nostalgia di quei momenti non si è scalfita per nulla, e anzi si ripropone ogni anno con adesioni sempre crescenti. Oggi il corteo della pastorale gallipolina è entrato a pieno titolo nel novero delle nobili tradizioni della città, da tramandare alle future generazioni”.