A Galatone pure il “diavolo” ha la sua sagra e il parroco invita i fedeli a vigilare

"Il maligno esiste davvero ed è subdolo", spiega don Antonio Musca. Piccata la replica dell'organizzatore Luigi Bruno che minaccia querele e incassa la solidarietà anche di don Angelo Corvo

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Galatone – Tra il sacro e il profano, monta la polemica sulla “Sagra del diavolo” svoltasi lo scorso week-end in contrada Bascetta nell’ambito del calendario dell’Estate Galatea. Il provocatorio festival rock indipendente, giunto alla sua ottava edizione, a pochi giorni dalla sua conclusione tiene ancora vivo il dibattito in città dopo presa di posizione di don Antonio Musca, della parrocchia “San Francesco d’Assisi”, autore di un “invito alla conversione” nei confronti degli accorsi alla “festa di arti, musica e altre eresie” organizzata anche quest’anno dal collettivo Sbam.

«Abbiamo da poco concluso i festeggiamenti per il Santissimo Crocifisso. Permettimi amico galatonese, perchè oggi permettiamo tutto questo? Perché permettiamo la sagra del diavolo? Allora non ha senso la festa cristiana? Allora dove sei uomo? Perché cerchi il diavolo colui che ti separa da Dio, colui che ti distrugge», scrive il curato in un lungo messaggio diffuso sui social dai propri collaboratori.

Don Antonio richiama il pensiero di Benedetto XVI (“il tentatore è subdolo”), cita numerosi passi sacri ed estratti di studi teologici e si scaglia contro “l’industria della magia”, cita la reale esistenza di Satana. «Allora ci chiediamo ma il diavolo esiste davvero? Esiste, eccome. Combattiamo un chi e non un cosa. L’inganno vero di Satana è farci credere che lui e il male non esistono. Invece è lui l’origine del male. Il male, la sofferenza e la morte non sono stati dati da Dio» chiosa il 36 parroco originario di Seclì invitando amministratori e organizzatori a “vigilare sulla nostra cittadina: il male abita nella nostra Galatone, la stiamo macchiando. Tanti giovani che scelgono il male, la droga, lo spaccio, lo spinello, la magia, perché purtroppo non stiamo creando nulla di bello”.

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Luigi Bruno

Piccata la replica del musicista galatonese Luigi Bruno, storico organizzatore e promotore della manifestazione, che lascia intendere che la questione – che nel frattempo ha scatenato la polemica in “salsa social”, tra opinioni e fin troppo facili ironie – avrà un seguito in termini legali. Bruno parla di “vergognose calunnie, diffamazioni e tentativo di boicottaggio del nostro festival diffuse sul mio conto, sulla mia famiglia e sull’associazione che rappresento in questi giorni (e non solo) nella comunità galatonese”.

Don Angelo Corvo

Il musicista ringrazia quanti hanno manifestato solidarietà e assicura “ripercussioni molto gravi per gli autori di queste nefandezze”, rendendo noto che la posizione di don Musca non sembra essere condivisa da tutti i rappresentanti clericali sul territorio: «Ringrazio in particolare don Angelo Corvo per la sua telefonata in cui ha espresso vicinanza a me e al mio gruppo autorizzandomi a scrivere a nome suo che si dissocia totalmente dalle parole offensive e denigratorie del suo collega», conclude Luigi Bruno.

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