A Galatone c’è l’albiococca d’eccellenza

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Livio Nisi (centro) all'ultimo presidio SlowFood che ha consacrato l'albicocca
Livio Nisi (centro) all’ultimo presidio “SlowFood”

 

GALATONE. Malgrado le polemiche ambientali investano il territorio, esiste un marchio d’eccellenza che inorgoglisce Galatone. Il 23 gennaio scorso, presso il Palazzo Marchesale, l’associazione “Retaggi” ha dato vita ad un tavolo di lavoro sull’albicocca di Galatone, meglio nota come  l’“arnacocchia”. «È solo un punto di partenza che attraverso la promozione di questo prodotto e dell’agricoltura locale può portare alla crescita della collettività, con tante occasioni di lavoro, magari creando un marchio di tutti i prodotti locali», afferma Rossella Filoni, presidente dell’associazione, che insieme all’Amministrazione comunale ha organizzato l’evento.

L’albicocca è stata scelta come prima tappa per la creazione di questo percorso perché da circa un anno figura tra i presidi “Slow food “(tra gli organizzatori del convegno anche Luciano Erroi, presidente dell’associazione “Albicocca di Galatone”). Le sue particolarità consistono nella durata della pianta (50 anni in media), nella forma, nel colore, nella delicatezza della buccia, nella dolcezza e nella resistenza ai moscerini.

Il problema consiste nel fatto che, nonostante si tratti di una varietà pregiata di frutto, le produzioni sono più che rare, soprattutto (paradossalmente) sul territorio di Galatone. Esistono poche decine di esemplari in tutti i comuni coinvolti (ci sono anche Sannicola, Seclì e Nardò), e perciò bisognerà far ripartire la produzione con interventi ad hoc. L’obiettivo è quello di coinvolgere i produttori agricoli e magari aggregarli in un’associazione, coinvolgere le scuole e quindi tutta la popolazione, che non potrà ricavare altro che benefici.