A Chiesanuova di Sannicola il cordoglio per la scomparsa di Emilio Giaffreda, emigrante di successo

Con il fratello Antonio, a Firenze, aveva fondato la Mef, una delle più grosse aziende in Italia nel settore dell'elettronica

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Chiesanuova (Sannicola) – Cordoglio a Chiesanuova per la recente scomparsa di Emilio Giaffreda, titolare a Firenze (dove lunedì 14 si sono svolti i funerali) della Mef, una delle più grosse aziende in Italia nel settore dell’elettronica con oltre 700 dipendenti. Emigrato negli anni ’70 per lavorare nella ditta dello zio, era stato poi raggiunto dal fratello Antonio cui si deve l’idea di fondare una nuova azienda. «Iniziarono nel garage del suocero, che il destino volle fosse comune ad entrambi  avendo sposato le sorelle Margherita e Vanda», racconta la cognata Anna Rita Manco, moglie di Giuseppe, il più piccolo dei fratelli, l’unico rimasto a Chiesanuova a occuparsi della gestione delle terre e delle proprietà di famiglia. «Emilio amava tanto la famiglia e la sua terra e tornava spesso anche se la sua vita era altrove. La notte prima di morire ha chiesto di “Pippi”, mio marito, l’unico fratello lontano. Mi emoziono a pensarci».

La storia Non solo nelle storie americane, dunque, una grande azienda nasce in un garage. I due fratelli, Antonio, il più creativo (mancato alcuni anni fa), ed Emilio, più portato per il commercio, pensarono che le “Circoline”, particolari lampade a neon per i lampadari della cucina, fossero il futuro e iniziarono a produrle e venderle. «Acquistarono una 500 famigliare, la riempirono di prodotti anche di ditte affermate e si avviavano per la tentata vendita, tra un prodotto di marca e l’altro, proponevano anche le loro “circoline”. Funzionava sempre di più, anche le mogli lavoravano con loro e il terzo fratello, Marcello come rappresentante. Ora anche i figli Daniele e Luca (figli di Emilio) e Leonardo e Cristian (di Antonio), hanno preso in mano l’azienda».

I Giaffreda a Chiesanuova erano proprietari terrieri e possedevano il frantoio che ora è diventato il ristorante Giardini Raimondi. «Erano tutti ragazzi squisiti, grandi lavoratori – commenta Giuseppina Giaffreda, cugina cresciuta con loro – nonostante il successo dell’azienda, sono sempre rimasti umili».

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