A Casarano aria irrespirabile per i “soliti” roghi. Porte e finestre chiuse in molte case. Il Sindaco scrive al Prefetto

Sul problema interviene l'Università popolare che sollecita cittadini e istituzioni ad un maggiore impegno

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Casarano – I roghi notturni e il puzzo di bruciato tornano a rendere difficile la vita dei casaranesi. Il fenomeno, di certo non nuovo in città, si è fatto avvertire sin dalla prima serata di ieri soprattutto nel quartiere Ospedale, lungo viale Ferrari. Segnalazioni in tal senso giungono anche da altre zone e contrade, da via Maggia alla nuova tangenziale e anche nel centro, e non solo limitatamente a ieri. Molti cittadini si sono chiesti cosa stesse accadendo ed il “tam tam” è velocemente rimbalzato nei commenti sui social. «Di certo qualcosa di cattivo sta bruciando da qualche parte e l’aria che stiamo respirando è tossica», ha commentato più d’uno chiedendo alle autorità di intervenire.

IL SINDACO SCRIVE AL PREFETTO

Gianni Stefàno

Quest’oggi, facendosi portatore dell’allarme sociale venutosi a creare, il sindaco Gianni Stefàno ha segnalato il problema al Prefetto e per conoscenza anche ad Arpa e Asl sollecitando un incontro e auspicando “un coinvolgimento delle forze dell’ordine al fine di addivenire ad opportune iniziative e accorgimenti volti al controllo, prevenzione e repressione dell’allarmante fenomeno”. Il Sindaco segnala come “da diverso tempo, disseminati nel territorio comunale, vengono accesi dei roghi i cui fumi rendono l’aria circostante irrespirabile e a volte irritante per le vie respiratorie. Presumibilmente – prosegue la nota – il materiale combusto potrebbe essere plastica e questo comporterebbe l’emissione di diossina tossica”.

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Circa la difficoltà di individuare le zone e i responsabili, Stefàno scrive che “malgrado il tempestivo intervento susseguente a segnalazioni di cittadini, non si è mai riusciti ad individuare i responsabili di tali atti criminosi  in quanto gli stessi avvengono in orari successivi al tramonto e difficilmente individuabili”.

L’UNIVERSITÀ POPOLARE INVITA TUTTI ALL’IMPEGNO

Marzo Mazzeo

Sul problema, particolarmente avvertito in città, interviene anche l’Università popolare, diretta da Marco Mazzeo. «Qualsiasi cosa sia a bruciare non deve essere bruciata», si legge in un post su Facebook molto condiviso in queste ore nel quale si richiama l'”ecologia integrale” di Papa Francesco e l’impegno di don Milani con il suo “ho cura, mi interessa”.

«Se i roghi avvengono su un territorio, vuol dire che quel territorio (composto da uomini) accetta i roghi. Punto. Se vogliamo veramente porre fine a questo problema dobbiamo incontrarci e assieme trovare una soluzione, magari recuperando l’esperienza di quel Comitato che qualche tempo fa nacque proprio su queste tematiche. Dobbiamo dimostrare che il nostro territorio non accetta i roghi letali», conclude l’Unipop.

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