“La Svezia? Una squadra di profughi…”: Pochesci a Nardò se lo ricordano…

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Nardò – È l’allenatore del momento. I social lo acclamano da giorni. Real Madrid? Barcellona? Chelsea? No: Ternana. Sandro Pochesci, romano, 54enne, da quest’anno allena gli umbri in serie B dopo una gavetta nei campionati minori. Sabato 11 novembre alla vigilia del match contro il Novara l’allenatore ha detto la sua sulla Nazionale di calcio sconfitta dalla Svezia e sull’incerta qualificazione degli azzurri ai prossimi mondiali. Col suo marcato accento romanesco, ormai popolarissimo in rete, il mister non le ha mandate a dire: «Oltre che ad avere perso contro una squadra di profughi, ci siamo fatti pure menare. Ma che siamo diventati tutti pariolini?». E ancora: «La Svezia vale una squadra di Lega Pro e noi ci abbiamo perso!». E la sintetica: «Ci menano e piagnemo!». I suoi pittoreschi attacchi hanno fatto rapidamente il giro del web. L’interessato rischia adesso il deferimento, anche se nel frattempo si è scusato per i toni accesi.

A Nardò c’è chi non ha affatto dimenticato la sua arte oratoria. Domenica 20 dicembre 2015: allo stadio “Giovanni Paolo II” si gioca Nardò-Fondi (serie D, girone H). Il risultato finale sarà di uno a uno. Sulla panchina dei laziali siede proprio lui, mister Pochesci. A fine gara il vulcanico allenatore romano affronta i giornalisti neretini in sala stampa: difende l’arbitro che ha espulso un giocatore del Nardò (precisando di averne elogiati alcuni in passato finiti poi in serie A); invita i neretini a non trovare alibi per il pareggio interno e dice “Bravo!” a un cronista che sceglie di non parlare di arbitri. Alessandro Capoti, responsabile del sito www.nardogranata.com, ricorda bene quel dopogara di due anni fa e un battibecco con l’allenatore romano oggi divenuto idolo della rete: «Pochesci non è uno stupido, è un allenatore temprato nelle categorie dilettantistiche. Ama provocare e polemizzare a viso aperto anche se a Nardò in conferenza stampa fu subito pungolato dal sottoscritto. Dispiace vederlo attaccare la Nazionale in quel modo sguaiato. A Nardò fu molto più educato. A tratti simpatico».