“Mettici le mani” loro sono pronti

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Foto di gruppo degli animatori di “Diritti a Sud”
Foto di gruppo degli animatori di “Diritti a Sud”

Nardò. Tra i banchi di scuola con “Diritti a Sud”: arriva il patrocinio del Comune. L’idea dell’associazione neretina stavolta non ha a che fare con campi di pomodoro e filiera etica in agricoltura ma con un progetto che, se approvato dalla Regione Puglia, coinvolgerà “studenti” di tutte le età e da tutto il pianeta. “Ogni paese è mondo (Viaggio nelle culture di Nardò)” è infatti il nome dell’iniziativa. Come detto, affinché la scuola prenda il via è necessario vincere il bando regionale “Mettici le mani”. Nel frattempo Palazzo Personè “benedice” l’iniziativa. «La giunta comunale – recita la delibera del 21 marzo scorso – concede il Patrocinio della Città di Nardò al progetto “Ogni paese è mondo (Viaggio nelle culture di Nardò)”, che l’associazione Diritti a Sud svolgerà presso il laboratorio urbano “La Saletta” sito in via Volta, nonché la collaborazione per la realizzazione del progetto in parola consistente nell’esenzione dalla tassa di affissione per il materiale pubblicitario».

A spiegare la filosofia dell’iniziativa è Rosa Vaglio, presidente di “Diritti a Sud”. «Questo progetto – dichiara la 34enne neretina – nasce dalla volontà di partecipare ad un bando regionale ed è incentrato sull’educazione e l’interculturalità. Se il progetto sarà finanziato terremo lezioni di lingua e svolgeremo altre attività, passando dalle lezioni di italiano per stranieri ai corsi di cucina marocchina e tunisina. Organizzeremo cene a tema e coinvolgeremo le biblioteche. Abbiamo chiesto e ottenuto – prosegue Vaglio – il sostegno del Comune ma questo non basta». Infine, la presidente di “Diritti a Sud” ringrazia chi ha materialmente ideato “Ogni paese è mondo”: «A realizzare il progetto – conclude – sono state le “Officine cittadine”, una realtà che si occupa di educazione non formale. In particolare vanno ringraziati Maria Luisa Ria e il francese Bastien Fillon, entrambi residenti a Casarano».
Ora quindi non resta che “tifare” per la scuola multietnica che potrebbe nascere a Nardò, diventando occasione non solo di confronto e conoscenza ma anche opportunità di lavoro per insegnanti, responsabili di cucina, ecc. Intanto si parte.

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