Caso Ivan Ciullo, la famiglia consegna al giudice altri documenti contro l’archiviazione. Ora c’è ancora da aspettare

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Ivan Ciullo

Acquarica del Capo – Questa mattina, dinanzi al giudice per le indagini preliminari Vincenzo Brancato si è discussa l’opposizione all’archiviazione del caso della morte di Ivan Ciullo (foto), presentata dal legale della famiglia Francesca Conte. Ora il giudice dovrà esaminare la documentazione confluita nel corposo fascicolo per poi pronunciarsi sul caso.

Sono trascorsi tre anni dalla scomparsa del giovane dj e speaker radiofonico, trovato impiccato a un albero nelle campagne tra Acquarica del Capo e Taurisano. Un caso liquidato frettolosamente, secondo i familiari, tanto che, dopo la seconda richiesta di archiviazione avanzata dalla Pm, hanno presentato una denuncia-querela al Tribunale di Potenza per omissione di atti d’ufficio.

I genitori non si sono mai arresi chiedendo verità e giustizia per il proprio figlio. In una nota dello scosso giugno la famiglia riferisce numerosi ritardi nelle indagini, perdita di elementi fondamentali per la ricerca della verità, la mancata concessione dell’autopsia e la distruzione gli indumenti del proprio figlio, mai riconsegnati ai familiari o agli inquirenti.

Così come resterebbe un mistero il mancato ritrovamento delle chiavi e delle videocamere, presenti nell’auto del giovane al momento della scomparsa. Il corpo del giovane, inoltre, sarebbe stato rinvenuto con le gambe genuflesse e non penzolanti, sebbene il cavo del microfono non avesse ceduto, così come scritto nel verbale dei carabinieri di Presicce e nello stesso referto del medico legale.”Tanti elementi importanti ai fini dell’ accertamento della verità sono andati perduti- dichiara l’avv. Francesca Conte- ma ne abbiamo ancora tanti altri e per questo confidiamo nella giustizia”.