“Patto con la Cina per creare sviluppo in Africa, non emigrazione”: Prodi ad Alessano, pensando a don Tonino Bello

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Alessano -Romano Prodi venne in contatto con don Tonino molti anni addietro, quando questi, prima di diventare vescovo, venne mandato a celebrare per un periodo a Bologna. In quell’occasione l’ex premier ebbe modo di conoscerlo ed apprezzarlo. Per il suo ricordo così vivido e affettuoso non ha esitato ad accettare l’invito promosso dalla Fondazione omonima ed essere ospite in un incontro, tenutosi ieri ad Alessano, per parlare di Europa e Mediterraneo. Per lui, è la terza volta che viene in visita nella città del vescovo. Davanti ad una sala affollata, a fare gli onori di casa c’erano il presidente della Fondazione Giancarlo Piccinni; il Sindaco Francesca Torsello; in rappresentanza della famiglia Bello, Stefano, figlio di Marcello (fratello di don Tonino). Nel pubblico anche alcuni Sindaci salentini, l’assessore regionale Loredana Capone in rappresentanza della Regione; i Sindaci di Ruvo e Giovinazzo, che a breve formalizzeranno il gemellaggio con il Comune di Alessano. Dopo i saluti all’ospite, la scena è stata del professore che – con la sua proverbiale calma e la sua caratteristica inflessione vocale – non si è proprio risparmiato, relazionando per più di un’ora su Europa, Mediterraneo e welfare. Il suo pensiero di fondo è chiaro: ci vuole più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina.

“Più Europa per non finire schiacciati da Usa e Cina” “La guerra in Iraq ha segnato il disfacimento del Mediterraneo e ha spaccato l’Europa – racconta il professore – ed il problema non è ancora risolto. Ora la situazione è molto diversa da quella che si prospettava in quegli anni, il Mediterraneo è al centro del mondo ma come oggetto. Oggi la politica la fanno gli Usa e la Cina, nazione che ha radicalmente cambiato le strutture economiche e che si sta espandendo verso Occidente, specialmente in Africa”. Prodi ha parlato delle guerre che hanno creato immigrazione incontrollata, dell’attacco francese in Libia, che ha generato tensioni in Europa ed è andato a netto svantaggio dell’Italia; della crescita demografica, in netto calo in Europa e che comporta necessariamente manodopera straniera: “Tutti i Paesi lo sanno e sono coinvolti in questo processo”. In particolare l’ex premier, ex presidente della Commissione europea, ex docente universitario, si è soffermato sulla disparità di reddito tra Nord e Sud Italia: “La cosa su cui dobbiamo meditare è che tutto questo negli ultimi anni è peggiorato, noi viviamo nella disparità e nell’ingiustizia e tutto questo è tollerato. Venti anni fa i più ricchi erano i proprietari delle industrie ora lo sono le banche e gli intermediari, che stanno accumulano una ricchezza enorme, e sono americani e cinesi”. Non manca un commento sull’attualità italiana: “Flat tax significa che i ricchi diventano sempre più ricchi”.

 “Accordo Europa-Cina per creare sviluppo in Africa, non emigrazione” Africa, Mediterraneo, disparità: come uscirsene? “Se non cambia la dottrina politica non si può – ha risposto il professore – se si continua così si arriva ad una rottura definitiva e il Mezzogiorno si trova nella faglia: ha bisogno di un risveglio molto forte per affrontare in modo radicale questi problemi. La crisi economica ha portato ad un passo indietro anche nelle aspettative sociali di un tempo. Il welfare è stato sempre la principale caratteristica europea, ora si sta pensando di eliminarla, ed è la cosa peggiore che si posa vedere”. E sul fenomeno migratorio: “Se vogliamo disciplinarlo dobbiamo cominciare a fare una politica europea nei confronti dell’Africa – afferma sicuro – finora è stata nazionale, ognuno ha fatto da sé. Abbiamo bisogno di fare un grande salto in avanti e l’Europa deve fare un grande patto con la Cina per intervenire in Africa, per creare sviluppo lì, senza questo il problema dell immigrazione sarà sempre più grande. Tornare indietro nel mondo che ho descritto non ha più ne senso. Oggi se non ci mettiamo assieme, ci schiacciano. Non ripetiamo gli errori che abbiamo fatto, ritroviamo il senso di essere europei”.

Lungo applauso finale da parte del pubblico anche all’appello-esortazione del Sindaco di Giovinazzo nei confronti di Romano Prodi: “Non nascondetevi, abbiamo menti brillanti, la politica non deve essere affidata a chi urla”.