Quattro settimane un gran bel ricordo

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Casarano. Ebbene sì, sembrava la solita circolare di fine anno (20 aprile 2011) e invece quella parola  “straordinaria” non doveva significare solo “fuori dell’ordinario”, ma pian piano andava assumendo i connotati di “memorabile, unica e forse irripetibile”.

“Youth on the move” è stata l’iniziativa faro che ha permesso il realizzarsi di un’esperienza che aveva dell’incredibile nell’atto del primo approccio al suo concepimento; poi è diventata sempre più concreta e riconoscibile man mano che le diverse fasi realizzative andavano maturando, dalla semplice comunicazione, alla raccolta delle adesioni degli studenti, delle autorizzazioni dei genitori, delle disponibilità dei docenti accompagnatori, delle offerte delle agenzie specializzate, fino al fatidico giorno del parto, pardon, della partenza.

Erano nati due splendidi gemelli: Wherever English e Work Hope, due gruppi di quindici ragazzi ciascuno che, dopo un anno di studio assiduo e coscienzioso, hanno visto ricompensato il loro impegno con un riconoscimento insperato ma ampiamente meritato: un viaggio vacanza-studio di quattro settimane a Edimburgo in Scozia. completamente finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo nell’ambito dei Por e gestito dal Miur.

È stata un’esperienza straordinaria vissuta dai ragazzi con gioia ed entusiasmo. Edimburgo è una città fantastica, accogliente, tranquilla, ricca di storia e di cultura.

L’attività prevalente è stata naturalmente lo studio, con ottanta ore di lezione con insegnanti madrelingua che li hanno preparati al fine di far conseguire una certificazione riconosciuta a livello internazionale.

Le escursioni e visite guidate hanno offerto la possibilità di conoscere un territorio molto variegato, caratterizzato da valli, laghi, montagne, vegetazione rigogliosissima, e di venire in contatto diretto con persone, usanze e testimonianze della ricchissima storia del popolo scozzese.

Quattro settimane di permanenza hanno permesso ai ragazzi di diventare un po’ “scozzesi”, di condividere la gentilezza e la discrezione delle persone, di apprezzare il “tea with milk” i “muffins” e la cucina internazionale, da quella scozzese a quella cinese, indiana e persino italo-scozzese.

Anche il clima, pur molto diverso dal nostro clima mediterraneo, ha contribuito a rendere il loro soggiorno molto singolare. Pioggia, sole, freddo, vento sono stati i costanti compagni di viaggio. Persino l’uragano Katia li ha accompagnati in questa esperienza, rendendola indimenticabile.

Rifare le valigie, quindi, non è stato facile. I ragazzi le hanno riempite di immagini ed emozioni e il velo di mestizia visibile sui loro volti era appena temperato dal desiderio di rivedere i propri cari e dalla gratitudine verso tutti coloro che avevano reso possibile questa “straordinaria” avventura.

RM 

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