Xylella e insetticidi: “Sostanze già usate. Ma gli effetti a lungo termine non sono noti”, dice l’Ordine dei medici

Gallipoli – Il decreto ministeriale del 13 febbraio scorso, basato sulle direttive emanate dalla Commissione europea del 2015, ha riacceso le attenzioni – ancora una volta contrastanti – di tutte le parti in causa, da quelle civiche che hanno tirato forte il segnale di allarme, a quelle istituzionali, chiamate a rispondere punti per punto sul piano nazionale di emergenza anti Xylella, con misure fitosanitarie urgenti da applicare – primo dei quattro interventi previsti nell’anno – a partire da questo mese per bloccare gli insetti che diffondono la malattia mortale per gli ulivi ed altre specie.

Contro la sputacchina si sarebbe già dovuto agire massicciamente nei mesi di marzo e aprile, con arature ed altre “buone pratiche” per impedire alle larve dell’insetto taxi di crescere e diffondersi. E’ stato fatto dalle aziende agricole? A trovare verifiche o inadempienze sono in giro i carabinieri forestali; il bilancio delle perlustrazioni non tarderanno a venire. Ma il fatto che l’insetto adulto sia stato rinvenuto in diverse zone è già una amara risposta. Secondo quanto previsto, è così scattata la fase che prevede impieghi di sostanze chimiche da subito a dicembre.  Con una nota piuttosto circostanziata e in replica a previsioni drammatiche circa gli effetti presunti su ambiente e persone, la Regione e l’assessore Di Gioia sabato pomeriggio hanno indicato le modalità che gli olivicoltori dovranno seguire, rassicurando sugli effetti ritenuti tutti nella norma d autorizzati. Il confronto si è comunque allargato.

Il documento dell’Ordine dei medici L’Ordine dei medici della provincia di Lecce, con un documento firmato dal dottor Giovanni De Filippis, responsabile della commissione “Ambiente e Salute” ha preso posizione ricordando, intanto, che “nel decreto è previsto tra l’altro l’uso di insetticidi, tra cui acetamiprid (neonicotinoide) e deltametrina (piretroide) che, è bene precisare, assieme ad altri sono già utilizzati routinariamente per combattere in agricoltura comuni parassiti, come ad esempio la mosca dell’ulivo e la tignola, oltre che per disinfestazioni urbane”. I neonicotinoidi “sono utilizzati anche – si legge ancora – nel controllo delle infestazioni parassitarie degli animali domestici da compagnia”. Si tratta di prodotti “tossiconocivi” ma che possono, secondo le norme in vigore, essere acquistati ed utilizzati per uso agricolo “solo da personale specificamente formato ed abilitato, cosa che avviene anche a cura del tecnici dei Servizi Igiene degli alimenti e nutrizione (Sian) e Servizi Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal) del Dipartimento di Prevenzione della Asl”.

Gli effetti in tempi lunghi: il parere dell’Efsa, l’orientamento della Commissione Ue Il problema, sostengono i medici, non sono tanto gli effetti a breve sulla salute pubblica “rispettando i tempi di rientro e l’intervallo di carenza o sicurezza che è il tempo necessario alla pianta per metabolizzare il fitosanitario, oltre che i valori limite dei residui sugli alimenti” ma le conseguenze a lungo termine, non ancora provate definitivamente, in particolare i neonicotinoidi come l’acetamiprid. “Infatti l’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma, ha reso nel dicembre 2017 un parere scientifico alla Commissione europea circa  la potenziale neuro tossicità nella fase di sviluppo di due neonicotinoidi (acetamiprid e imidacloprid), pur riconoscendo che le prove disponibili  sono ancora  inadeguate e quindi richiedono ulteriori ricerche in vitro ed in vivo, ma ritenendoli tali già oggi da consigliare di modificare i valori  tossicologici di riferimento, riducendoli in modo sostanziale”. La Ue è però orientata a confermare l’approvazione all’utilizzo di queste sostanze fino al 2033.

Due le raccomandazioni finali In conclusione, due sono le raccomandazioni della commissione Ambiente e Salute dell’Ordine: Per rafforzare l’efficacia del piano anti Xylella fastidiosa “è necessario che sia la popolazione che gli enti pubblici provvedano a mantenere puliti da erbe infestante tutte le aree incolte, compresi bordi stradali, rotatorie, e aree verdi in generale onde evitare l’ulteriore diffusione del vettore della Xylella”. Seconda raccomandazione: “Pur nella consapevolezza che il Salento non può sottrarsi dagli impegni nazionali ed internazionali finalizzati ad impedire la diffusione di un flagello per l’agricoltura quale la Xylella, ogni misura di contrasto non può prescindere dalla piena tutela della salute dei cittadini anche a lungo termine”.

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