Xylella, scatta la “calamità naturale”

L’affollata assemblea presso la coop Acli

RACALE. Con una settimana di ritardo rispetto al previsto (causa elezione del nuovo Presidente della Repubblica), è arrivata la dichiarazione di “stato di calamità naturale” per l’area colpita dalla malattia che porta al diseccamento degli ulivi. Lo ha proclamato il Consiglio dei ministri martedì 10 febbraio, aprendo finalmente la strada agli interventi concreti di contrasto non tanto della malattia (il batterio Xylella non ha trovato finora nessun antidoto in nessuna parte del mondo) quando della sua diffusione, attaccando innanzitutto gli insetti (le “sputacchine”) che la veicolano.

Subito dopo la dichiarazione di calamità scatta adesso la nomina del commissario di protezione civile, una figura con ampi poteri che azzera molte procedure snellendo prassi che portano ad interventi. Tutte le associazioni del settore del Leccese in un documento con dieci punti, hanno chiesto tra l’altro che il commissario (o il suo delegato) si insedi qui, nel cuore della zona rossa, e Gallipoli potrebbe essere la scelta giusta.

I soldi ci sono, come ha chiarito a Racale presso la coop Acli domenica scorsa il capo dell’Area sviluppo rurale della Regione, Gabriele Papa Pagliardini, ben 13 milioni tra Regione, Governo italiano e Commissione Ue. «Quanto deciso nella serata di martedì – ha commentato l’on. Salvatore Capone, che ha seguito il Consigli dei ministri – e le azioni che seguiranno consentono oltretutto di poter avviare anche il confronto con gli ulivicoltori e le imprese di trasformazione nel merito delle questioni poste in queste settimane». I fondi disponibili sono destinati alla ricerca delle cultivar resistenti al batterio e al sostegno alle aziende colpite, ora “costrette” a fare interventi agronomici.

Commenta la notizia!