Xylella, l’Europa s’interroga sui rischi

GALLIPOLI. E’ tornata d’attualità (non poteva essere altrimenti) la grossa questione della malattia che ha stroncato gli uliveti di questa parte del Salento e colpito a macchia di leopardo altre zone compreso il Nord Leccese. L’Efsa, l’ente europeo per la sicurezza alimentare con sede a Parigi, ha pubblicato il 30 dicembre una voluminosa relazione – ben 262 pagine – sul batterio in genere e sui rischi per le piante che vivono in Europa; naturalmente vi si parla anche della sub specie della Xylella individuata nel sud della Puglia. Il 6 gennaio scorso la Commissione europea, che aveva commissionato lo studio nel novembre 2013 al comitato per la salute delle piante dell’Efsa, ne ha reso noto in sintesi il succo, riservandosi di valutare se prendere ulteriori decisioni in merito nella prossima riunione del 19 e 20 gennaio, dopo lo stanziamento di un milione per interventi sugli ulivi e monitoraggi. Viene comunque giudicato “alto” il rischio che la Xylella possa attaccare con gli insetti vettori altre specie agricole come agrumi e vite, mentre è noto dal 23 luglio scorso (seconda Decisione di esecuzione della Commissione Ue) che la subspecie salentina detta “pauca” del ceppo Codiro, è in grado di colpire peschi, mandorli, ciliegi, pruni, oleandri, piante ornamentali.

Nel voluminoso dossier dell’Efsa ci sono spunti che l’Europa potrebbe fare propri e giungere a modificare le precedenti indicazioni. Intanto si ritiene insufficiente la larghezza della fascia cuscinetto di appena 2 chilometri dallo Ionio all’Adriatico. Poi, considerata l’ampiezza ormai della zona infetta, si definisce pressoché inutile procedere a eradicamenti di massa; quegli alberi, è certo, prima o poi moriranno da soli, come ha ribadito Marina Barba, direttrice del Centro di ricerca della patologia vegetale di Roma. Per l’Efsa inoltre mentre è utile un trattamento fitosanitario per bloccare i vettori attorno alle piante infette, si deve procedere con cautela in eventuali campagne con anticrittogamici per i rischi ambientali che ciò comporta. Altro dato che farà discutere: va rafforzato il divieto di reimpiantare specie soggette ad attacco Xylella: niente nuovi uliveti quindi, almeno per adesso, semmai vanno introdotte forme di integrazione per il mancato reddito agli olivicoltori. Infine, definite “inutili” le potature degli alberi contagiati, l’Ente per la sicurezza alimentare in Europa sottolinea il blocco alla movimentazione di piante potenzialmente “ospiti” da vivai che si trovano nella zona infetta. A Parigi per essere ascoltati sono andati anche Donato Boscia e Maria Saponaro del Cnr di Bari.

Intanto cresce l’insofferenza per la mancata nomina di un commissario speciale e per gli adempimenti spettanti alla Regione e all’assessore Nardoni non ancora varati. Il decreto ministeriale di metà ottobre stabiliva monitoraggio e definizione di tre zone (quella infetta, la zona cuscinetto e quella tampone) entro 15 giorni dalla pubblicazione del decreto. Ad oggi non vi è nessun atto che ufficializzi tale ripartizione, concluso l’ultimo monitoraggio; ne consegue che non si può dare il via alle azioni di contrasto previste già nelle deliberazioni regionali e negli atti ministeriali e che l’Europa aspetta.

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