Xylella, l’appello di Sergio Blasi: «Imidacloprid un veleno certificato pure dalla Ue»

sergio-blasi«L’Imidacloprid è un termine poco noto, ma che potrebbe diventare tristemente familiare nel Salento nei prossimi mesi. Si tratta infatti della prima delle sostanze “consigliate” dagli uffici tecnici della Regione Puglia tra quelle da utilizzare nel contrasto alla diffusione della Xyella fastidiosa nella “zona infetta”, su indicazione del decreto 2777/2014 del Ministero delle Politiche agricole e forestali. Si tratta di una scelta sconcertante, perché lo stesso nome, Imidacloprid, compare nel rapporto Ispra del 2014 in cima alla lista delle sostanze presenti nei pesticidi considerate più inquinanti per le acque»: l’allarme, piuttosto documentato, viene dal consigliere regionale Sergio Blasi (foto) ed è stato indirizzato a Michele Emiliano, segretario regionale del Pd e candidato alla presidenza della Regione nelle elezioni della prossima primavera.

«Inoltre l’Agenzia europa per la sicurezza alimentare (Efsa), chiedendo un abbassamento dei livelli guida per l’esposizione a questa sostanza (ricadente nella categoria dei neonicotinoidi), aveva già evidenziato come sia proprio l’uso dei pesticidi in agricoltura il maggiore vettore di inquinamento da neonicotinoidi, e segnalato il rischio che questi costituiscono per la salute neurologica dei bambini», si legge nella lettera-appello di Blasi. Che aggiunge altri elementi che accrescono la preoccupazione: «è dei giorni scorsi la pubblicazione del rapporto della stessa Efsa sul fenomeno della Xylella fastidiosa nel Salento. Ebbene, analizzando le misure proposte dalla Regione Puglia, che ha recepito le indicazioni del Decreto ministeriale 2777/2014 in merito alle misure da applicare nella cosiddetta “zona infetta”, individuata, a mio parere con eccessiva approssimazione, nella quasi totalità del territorio della provincia di Lecce, l’Efsa scrive (pagina 66 del rapporto sui rischi per il territorio europeo): “L’uso intensivo di trattamenti insetticidi per limitare la trasmissione della malattia e il controllo degli insetti vettori può avere conseguenze dirette e indirette per l’ambiente, modificando intere catene alimentari con conseguenze a cascata, quindi su vari livelli trofici. Per esempio, l’impatto indiretto dei pesticidi sull’impollinazione è attualmente una questione di grave preoccupazione (Efsa, 2013b). In più, un trattamento insetticida su larga scala costituisce rischi per la salute umana e animale”.

Il consigliere regionale critica il modo di procedere adottato finora per contrastare la Xyella fastidiosa, compresi i ritardi nella nomina del commissario, definendolo approssimativo: «Per la zona infetta – conclude – il Ministero  dele Politiche agricole e forestali prescrive, in sostanza, da maggio ad agosto prossimi un’innaffiatura indiscriminata di pesticidi, il più efficace dei quali viene indicato proprio nell’Imidacloprid, utile certo a limitare lo sviluppo e l’azione dell’unico insetto vettore finora individuato con certezza (la cicalina “Philaenus spumarius”), ma anche gravida di seri rischi per la salute e l’inquinamento delle acque del Salento».

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