Xylella, i primi antidoti vengono dai ricercatori

XylellaIN EVIDENZA. È tornata a circolare con insistenza in questi giorni la copia della deliberazione della Giunta regionale n. 1999 del 13 dicembre 2016 dal titolo “Misure fitosanitarie per contrastare la diffusione della Xylella fastidiosa sul territorio regionale” che modifica un precedente atto. Sul sito della Regione Puglia la delibera è diventata in questi giorni un vero e proprio appello ai contadini. La sua ricomparsa non è casuale: quel vademecum sulle buone pratiche è finalizzato a bloccare il più possibile il vettore (la sputacchina) che diffonde il morbo micidiale. È infatti noto anche ai non olivicoltori ormai, che l’insetto attualmente è ancora allo stato di larva a livello del suolo agricolo (in erbe spontanee) ma che con i primi caldi sale sulla chioma degli ulivi e diventa incontrollabile. Per cui questo periodo è fondamentale per tentare di ridurre i contagi che intanto segnalano casi nuovi, da ultimo, anche a Carovigno (Brindisi). «A poco meno di due settimane dalla comparsa dei primi adulti della sputacchina le misure di contenimento languono (in particolare le lavorazioni meccaniche superficiali di terreni ed altre aree private e pubbliche nelle zone demarcate) – si legge sul sito infoxylella.it – e l’informazione sulla loro importanza, obbligatorietà ed urgenza stenta a decollare. Un ritardo o un’applicazione solo parziale e limitata di tali misure di salvaguardia, in presenza di nuovi focolai sul fronte di avanzamento del batterio e della malattia, significherà un ulteriore avanzamento dell’epidemia di parecchi chilometri, la distruzione di altri paesaggi agrari, l’amplificazione di un danno economico e sociale già di enorme portata».

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