Xylella, guerra sugli ultimi dati dei controlli: nuova mappa con Locorotondo (Bari). Campagna d’informazione sulle buone pratiche


foto di Milly Barba

Gallipoli – Una ventina di pattuglie di carabinieri della Forestale a portare informazioni utili agli olivicoltori delle fasce di contenimento e cuscinetto circa il contrasto al contagio da Xylella fastidiosa; una nuova mappa della situazione con la fascia cuscinetto che slitta di alcuni chilometri più a nord, collocandosi nei territori di Fasano (Brindisi) – Monopoli (Bari), passando da Locorotondo, Martina Franca, Crispiano e Statte nel Tarantino (l’utima mappa nella foto grande), anche se la novità-Locorotondo è collegata ai focolai trovati in settembre a Cisternino (Brindisi) con il conseguente spostamento della fascia cuscinetto di 10 km più a nord. Sono queste le novità di oggi – con polemiche – sul doloroso terreno dell’infezione che ha colpito gli ulivi (ed altre specie vegetali) da quasi cinque anni, dapprima nella zona Gallipoli-Taviano. A far salire l’allarme sarebbero “3.100 nuovi alberi infetti e sette focolai” individuati nell’area di contenimento e in quella cuscinetto (sopra la quale vi è la Puglia ancora indenne). Ma, per la Regione, i dati sono cambiati “ma di poco”. In attesa della fine del monitoraggio per poter fare raffronti con dati più omogenei.

“Situazione fuori controllo, pure la Valle d’Itria contaminata” Ai toni allarmati usati anche da alcuni media, si aggiungono le prese di posizione di alcuni consiglieri regionali di opposizione. “In un contesto assolutamente critico ed emergenziale, ci sono iniziative lodevoli come quella dell’Arma che avvierà una campagna di prevenzione e contrasto alla Xylella. Un contributo prezioso dei Carabinieri forestali e del generale Silletti (foto) che ringraziamo a nome della comunità”: è la dichiarazione di Nino Marmo, presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, il quale invita i militi a svolgere il loro compito “anche intimando ai Comuni, alle Province, all’Anas e Società Autostrade ad effettuare la pulizia e disinfestazione delle cunette laterali alle strade di rispettiva competenza, per eliminare la ‘sputacchina’ (insetto vettore)”. “Sarebbe indispensabile inoltre, vigilare anche sui tempi, in particolare sulla celerità e tempestività della pulizia e disinfestazione”, conclude marmo che chiede al governo regionale di aumentare le risorse finanziarie: “Quelle a disposizione sono scarse”. Un sopralluogo personale in Valle d’Itria ha lasciato piuttosto preoccupato il consigliere Renato Perrini (Noi con l’Italia). “La notizia di oggi, ovvero l’ulteriore aumento di casi positivi al contagio da Xylella (si parla di un numero quadruplicato di ulivi colpiti rispetto ai due mesi precedenti nella fascia di contenimento), non fa che confermare le preoccupazioni che ho espresso la scorsa settimana presentando un’interrogazione”, afferma il consigliere regionale. “Ero stato chiamato da alcuni agricoltori, in particolare della zona della Valle d’Itria, a seguito dei dati emersi lo scorso mese, e questa mattina sono andato a verificare. Il sopralluogo che ho effettuato – racconta Perrini – mostra una situazione decisamente allarmante, e devo dire che parlando proprio con loro ho compreso che l’infezione non è per nulla sotto controllo”. “Qualora risultasse vero che il contagio da Xylella fosse ‘fuori controllo’ (di fatto, gli ultimissimi numeri diffusi paleserebbero tale affermazione) – conclude Perrini – non solo la Regione Puglia dovrà dare delle spiegazioni all’intero Consiglio regionale, ma dovrà attrezzarsi, nel qui e ora, con interventi urgenti e straordinari”.

Campagna 2017-18: controllati 1.626 km quadrati nelle fasce di contenimento e cuscinetto; su 169.124 piante, 3.058 infette.”Il Servizio fitosanitario della Regione Puglia precisa che non esiste alcun boom di casi Xylella, come dimostrano i dati”, è la replica dell’assessore alle Politiche agricole Leonardo Di Gioia e del direttore del dipartimento, Gianluca Nardone. “A febbraio 2018 è ripreso il monitoraggio da parte dell’Arif (Agenzia regionale per attività irrigua e forestale, ndr) per completare la zona di contenimento e la zona indenne non concluse a dicembre 2017. L’ultimo aggiornamento disponibile è stato inviato al Servizio fitosanitario nazionale e, per suo tramite, alla Commissione europea, dà evidenza del monitoraggio al 23 marzo 2018. Nel complesso, la campagna 2017-18 ha riguardato 1.626 chilometri quadrati di territorio nelle fasce di contenimento e cuscinetto con il prelievo e l’analisi di campioni da 169.124 piante di cui 3.058  trovate infette. La situazione si è quindi modificata, ma non di molto – assicura l’assessore Di Gioia – rispetto ai dati provvisori disponibili al 31 dicembre del 2017 i quali davano conto di 125.345 campioni analizzati e 2.980 piante infette. Come è facile verificare, con i nuovi dati il tasso di piante infette sul totale delle ispezionate si è ridotto dal 2,3% all1,8%”. In pratica, si sarebbero contati 78 casi in più da dicembre a fine marzo scorso. Nella conferenza stampa di questa mattina sull’argomento, l’assessore ha ringraziato i carabinieri forestali per l’opera svolta e per la campagna di prevenzione che è stata lanciata da qui a fine parile. “Il ringraziamento che rivolgo è anche per lo stile di lavoro che stanno praticando: prima che repressivo, un approccio basato da sempre sulla condivisione, collaborazione e partecipazione”. Le buone pratiche da comunicare e da attuare sono sempre quelle indicate dall’Ue: aratura e rimozione delle erbacce in cui le larve della “sputacchina” diventano insetti e micidiali propagatori della batteriosi.

Piano sviluppo agricolo: previsti 50 milioni per aziende agricole che intendono reinvestire “La Regione – ha concluso Di Gioia – sta mettendo in campo tutte le azioni, risorse e strategie possibili per supportare e ristorare gli olivicoltori. Con il Ministero, per esempio, abbiamo previsto rimborsi per la calamità da Xylella, attingendo al fondo di solidarietà nazionale. Attraverso il Psr (piano sviluppo rurale, ndr) Puglia abbiamo previsto circa 50 milioni mettendo a disposizione  misure che abbiamo studiato ad hoc per consentire alle aziende olivicole ricadenti nei territori colpiti di ricominciare a fare investimenti”. A vedere cosa si è fatto e come stanno le cose, a breve la Commissione europea invierà un suo componente in Puglia per l’ennesima verifica sul campo, progetti di ricerca compresi.

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