Xylella, in arrivo innalzamento della zona cuscinetto fino a Polignano. Italia deferita alla Corte di giustizia Ue

Il professor Giovanni Martelli dell’Accademia dei Georgofili di Firenze e docente emerito dell’Università di Bari

Gallipoli – Ancora “giorni decisivi” in arrivo nell’affannosa battaglia contro l’espandersi del batterio Xylella fastidiosa, ritenuto da studiosi ed esperti il principale fattore di disseccamento rapido degli ulivi salentini. Sono trascorsi oltre quattro anni dalla sua individuazione nelle campagne tra Gallipoli e nella fascia jonica fino a Ugento (ottobre 2013) e gli scenari si ripetono drammaticamente: a seguito dei monitoraggi in corso, con la scoperta di nuovi focolai con ulivi infetti, seguono invariabilmente e periodicamente slittamenti verso Nord della fascia di contenimento e cuscinetto. L’ultimo rinvenimento in agro di Cisternino (Brindisi) ed altri elementi potrebbe adesso indurre i Comitati fitosanitari  dell’Unione europea convocati a Bruxelles la prossima settimana, a spostare fino a Polignano a mare il versante settentrionale della zona cuscinetto, da poco fissato nel territorio di Locorotondo (Bari). Intanto è di queste ore la notizia che la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea per inadempienze proprio sulla questione Xylella (insieme alle mancate misure sullo smog e per lo smaltimento di rifiuti radioattivi).

“Responsabile la Regione” per Marmo (Fi) Ne prende spunto per un’altra bordata di critiche al governo regionale il presidente del  del gruppo regionale di Forza Italia, Nino Marmo. “La Giunta pugliese sta premendo la penna sul foglio e sprecando inchiostro, laddove la prima responsabile dell’emergenza Xylella è proprio la Regione, con oltre 12 anni di gravissime omissioni. Ed ora si apprestano affannosamente a levare gli scudi della protesta, a richiedere interventi del governo italiano affinché faccia opposizione alla possibile decisione dell’Ue di estendere le ‘zone rosse’ fino ai territori di Bari, Fasano e Taranto”. Per il consigliere Marmo, “se fosse stato attuato il Piano Silletti, oggi non avremmo una ghigliottina sulla testa che minaccia l’economia olivicola e vivaistica dell’intera Regione, anche nei luoghi dove le piante infette sono di numero quasi irrisorio”. “In questa assenza di governo forte che ha già prodotto le conseguenze che conosciamo, poi, c’è pure chi discute l’utilizzo intelligente e mirato dei fitofarmaci! Ci vorrebbe un bagno di umiltà (improbabile) da parte di chi ha fallito – conclude Marmo – ma anche forte determinazione per iniziare almeno a contenere il dilagarsi dell’infezione”.

Abaterusso (Leu): “No ai pesticidi” Ma anche su quest’altro versante – trattamenti con insetticidi decretati dal ministro Martina e recepiti dalla Regione, secondo direttive europee di un paio di anni fa – infuriano polemiche. “La decisione del Governo di imporre l’uso di alcuni pesticidi sta destando non poche preoccupazioni tra gli operatori del comparto agricolo pugliese. È inaccettabile che un settore chiave dello sviluppo pugliese debba subire decisioni simili che calpestano i dati epidemiologici, il territorio e con esso la sostenibilità e la tutela della salute dell’ambiente e delle persone”: lo sostiene Ernesto Abaterusso di Patù, consigliere regionale Leu-Art. 1, schierandosi a favore dei “disobbedienti” accanto ai quali si sono schierati alcuni Sindaci con ordinanze e ricorsi (tra cui Nardò, Galatone, Scorrano, Taurisano, Neviano). Secondo Abaterusso “vi sono forti dubbi sugli effetti positivi che l’uso dei pesticidi potrebbe recare nel contrasto al batterio della Xylella fastidiosa e della decisione dell’Ue di vietare l’utilizzo di alcune di queste sostanze”. “Chiediamo pertanto al Governo di fare un passo indietro e di attivarsi per correggere le misure fitosanitarie più critiche e devastanti per l’agricoltura salentina, già di per sé martoriata, e la tutela della salute delle persone”, è la conclusione del consigliere.

Le rassicurazioni del prof. Martelli Che si tratti di prodotti testati, di trattamenti che si facevano e si fanno sugli ulivi almeno due volte (in primavera e in estate), che anche l’agricoltura biologica può usare sostanze chimiche “evidentemente necessarie” non sembra convincere molti, neanche se certe affermazioni provengono da esperti riconosciuti a livello internazionale, come il prof. Giovanni Paolo Martelli (foto), dell’Università di Bari, facoltà di Agraria. L’assunto “la Xylella non si può fermare, l’insetto vettore sì” ribadito e argomentato ieri su Gazzetta del Mezzogiorno dal prof. Martelli, non nasconde rischi e pericoli come in tutti i casi in cui si utilizzino sostanze chimiche senza competenza e controllo, “ma chi crede che si possa andare avanti con i pannicelli caldi, si faccia un giro nel Leccese, nella zona di Gallipoli e poi ne parliamo”.

L’unica novità positiva, tra tante divisioni e aspri confronti a volte su basi incerte e non documentate, è il prossimo benestare definitivo al reimpianto di ulivi nella zona rossa, praticamente l’intera provincia di Lecce, delle varietà risultate ai ricercatori resistenti al batterio da quarantena.

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