Volontari ma anche resistenti

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VNel corso di una animata assemblea, i soci dell’Adovos hanno ribadito la loro volontà di non lasciare la sede attuale al pianoterra di palazzo De Judicibus per lasciare spazio al Museo del minatore

Casarano. Si sentono discriminati e per questo non accettano di cambiare sede. Sono i donatori di sangue dell’Adovos di Casarano che dovrebbero far spazio al Museo del Minatore lasciando la loro sede attuale, al piano terra di Palazzo De Judicubus in via Roma, per andare a coabitare con l’Aido, al primo piano dello stesso immobile.

«Non vogliamo fare alcuna guerra tra associazioni ma ci chiediamo perché dovremmo far spazio ad un museo quando i locali che ci vengono proposti non risultano, per giunta, neppure idonei per lo svolgimento delle nostre attività» affermano i donatori.

Il problema nasce dall’esigenza, ritenuta “di assoluta priorità” da parte del commissario straordinario Giovanni D’Onofrio, di consentire alla società “Casarano Città Contemporanea” di procedere alla vendita dell’ex caserma dei carabinieri di piazza San Giovanni nei cui garage è ospitato il Museo del Minatore voluto dal compianto Lucio Parrotto.

Ciò «secondo scelte operate dalla precedente Amministrazione comunale al fine di risanare il forte debito comunale» come spiegato da D’Onofrio. La soluzione prospettata permetterebbe, inoltre, di regolarizzare l’occupazione dell’immobile da parte dell’Adovos dopo che gli effetti del precedente titolo autorizzativo (una delibera di Giunta del 2000) sono venuti e cessare.

«Non accettiamo tale scelta perché frutto di una valutazione tra due realtà associative che ci vede soccombere malgrado 37 anni di attività di volontariato dovrebbero parlare per noi» ha, però, replicato Maria Prete nel corso dell’assemblea dei donatori nella quale si è deciso di resistere.
«Non vogliamo privilegi ma neppure essere discriminati. Se si parla di meriti vediamo quelli degli altri, vediamo i bilanci delle altre associazioni e se il caso che tutti paghino l’affitto». ha affermato nella stessa sede Uccio Prete, presidente dell’Adovos messapica provinciale.

Tra l’altro anche Palazzo De Donatis è entrato a far parte del patrimonio della società “Casarano Città Contemporanea” pur trattandosi, allo stato attuale, di patrimonio “non disponibile” e dunque non alienabile. Oltre all’ex caserma dei carabinieri, la società dell’amministratore unico Marcello Congedo ha in animo di mettere in vendita anche il mercato coperto di contrada Botte (€ 300mila) e l’ex ufficio sanitario di piazza San Giovanni.

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