Volontari sempre pronti a dare una mano a tutti

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Una volontaria lascia la sua impronta

Taviano. 17 ottobre 1971: a Taviano si costituisce l’Atadovos. “Gianfranco Federico” donatori di sangue, per mano del notaio Domenico Gallo. Gli scopi dell’associazione erano assai nobili: i soci che ne decisero la costituzione erano mossi dalla fede nell’amore, nella fratellanza e nella solidarietà tra gli uomini provati dal dolore, per cui  donare il sangue significava sottolineare questi valori.

L’associazione venne intitolata al donatore Gianfranco Federico, giovanissimo figlio di un medico tavianese, che un incidente aveva immaturamente rapito all’affetto di parenti e amici che intendevano così onorarne la memoria sua e di quanti muoiono per mancanza di tempestiva trasfusione.

2011: a Taviano si festeggiano i 40 anni di attività dell’associazione proiettata da sempre verso i bisogni della collettività. Con i suoi 2200 iscritti e con almeno 700 soci attivi o onorari, l’associazione dei donatori di sangue di Taviano è sempre presente e attenta ai bisogni sociali, donando a tutti, senza alcuna distinzione, la speranza della vita.

Dopo una serie di manifestazioni che si sono svolte nel corso dell’estate, nel mese di ottobre l’associazione ha realizzato due grossi eventi:  nei primi giorni del mese  la manifestazione “Dacci una mano” e qualche giorno fa la Festa del donatore.

“Dacci una mano” è lo slogan che in occasione della II° giornata nazionale Fidas, ha echeggiato in tutte le città in cui l’associazione è presente (72 associazioni federate in 16 regioni italiane). «Scopo della giornata è stato quello –dichiara Maurizio Palese, vice presidente vicario- di esprimere con orgoglio l’appartenenza delle associazioni federate alla federazione nazionale, e di sollecitare ancora una volta la popolazione italiana alla donazione del sangue, per assicurare una terapia trasfusionale sicura e disponibile a tutti gli ammalati».

Anche a Taviano l’invito è stato davvero originale: molti donatori hanno lasciato le impronte delle loro mani su grandi pannelli, un modo per testimoniare che: “Io ci sono, e tu?”. Infine, il 16 ottobre è stata una  giornata dedicata ai donatori. Prima la santa messa, poi la deposizione al cimitero di una corona di fiori in memoria dei donatori defunti e, a conclusione, il pranzo sociale.

Molto attesa la premiazione di alcuni soci, particolarmente attivi: croce d’onore ad Osvaldo D’Argento (100 donazioni); croce d’oro a Jean Claude Musarò (75 donazioni);  medaglia d’oro a Luca Germano Santacroce (50 donazioni). Infine medaglia d’argento per chi ha raggiunto 25 donazioni, medaglia di bronzo per 15 e diploma di benemerenza per 7. Mai medaglie sono state più meritate.

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