Porto Cesareo – Un padre e i suoi tre figli arrestati per violenze, minacce e altro al fine di occupare aree di spiaggia pubblica da sfruttare come parcheggio abusivo. Una situazione che è andata avanti fin dal 2008 e che già nell’agosto 2014 aveva portato al sequestro dell’area in questione, nei pressi delle spiagge più frequentate di Porto Cesareo, poi restituita alla Regione in quanto di proprietà dell’ex Ersap (Ente regionale di sviluppo agricolo della Puglia). Le quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, richieste dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani e condivise dal Gip Simona Panzera, hanno avuto per destinatari il 74enne Cosimo Emiliano ed i suoi tre figli Mario di 40 anni, Luigi di 4 e Alfredo di 50, tutti di Porto Cesareo.

“Un clima di terrore” La famiglia, hanno appurato le indagini, oltre all’occupazione abusiva dell’area utilizzata per anni come lucroso parcheggio abusivo (da ultimo l’ingresso a cinque euro), ha pure cercato più volte e in più modi, di entrare in possesso delle aree di pertinenza dei lidi vicini, sempre in località “Palude Fede”. Nei fascicoli d’inchiesta sono annotati, sin dal 2008, numerosi episodi di minacce, violenze, danneggiamenti e atti intimidatori nei confronti di chi aveva ottenuto l’assegnazione in maniera del tutto legittima. I carabinieri parlano di clima di “vero terrore” che ha aleggiato nella località di mare e che ha riguardato anche gli ignari clienti. L’area in questione era stata, in origine, riservata alla sosta dei camper con l’installazione di un impianto elettrico e di servizi igienici senza alcuna autorizzazione e con scarichi fognari che sversavano direttamente a mare.

Il sequestro del 2014 Malgrado i sigilli e lo sgombero dell’agosto 2014, la condotta criminale degli Emiliano sarebbe continuata sino ai mesi scorsi, come appurato dai carabinieri anche con appositi servizi investigativi condotti mimetizzandosi tra i bagnanti. Con gli ultimi provvedimenti vengono, infatti, contestati fatti accaduti non solo tra il 2008 ed il 2014 ma anche nel luglio scorso quando è stato preso di mira un lido “concorrente” con il danneggiamento delle recinzioni e del parcheggio: le minacce esplicite e dirette sono culminate nel lancio di sassi all’indirizzo dei proprietari dello stabilimento “rivale” davanti agli attoniti bagnanti.

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Gli arresti All’alba di quest’oggi gli arresti da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Campi Salentina: i quattro sono accusati di estorsione aggravata e continuata, minacce, danneggiamento aggravato mediante incendi, invasione di terreni e occupazione abusiva di area demaniale marittima.

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