Villa Luisa, sogno svanito ma il declino resta

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UNA VILLA LIBERTY. Villa Luisa, oggetto di un progetto anti obesità ora dichiarato revocato

Tuglie. “Con 21 voti favorevoli, quattro contrati e un astenuto, il Consiglio provinciale si è espresso sulla decadenza della concessione rilasciata alla società Villa Luisa srl per la ristrutturazione, l’ampliamento e la successiva gestione del complresso Villa Luisa a Tuglie, di proprietà provinciale, con conseguente risoluzione del contratto e dei successivi atti aggiuntivi, in ragione dell’accertato riscontro di ierregolarità/negligenze gravemente  pregiudizievoli per la gestione delle opere”: cinque righe di un comunicato ufficiale della Provincia di Lecce, presieduta per colmo d’ironia dal tugliese Antonio Gabellone, mette fine a quella che doveva essere la favola bella di un’antico costruzione sul fianco della collina di Tuglie, circondata da un  grande spazio verde e dai tanti sguardi dei passati che dal paese salgono a Montegrappa.

Risalgono a oltre cinque anni fa gli annunci  clamorosi di un progetto di una società privata che avrebbe riportato la villa all’antico splendore, sottraendola ad un abbandono ormai troppo lungo di cui porta già gravi segni.

Nell’immobile in stile liberty, una volta ristrutturato  ed ampliato, avrebbe dovuto trovare posto  un centro residenziale per l’educazione alimentare e motoria di bambini ed adolescenti a rischio obesità.

L’obiettivo fu presentato  con testimonial d’eccezione, del calibro di Adriano Panatta tennista, il ginnasta Yuri Chechi, il calciatore Bruno Conti e il pallavolista Andrea Licchetta.  Era il marzo 2005. Poi piano piano si sono andate perdendo le tracce della Villa Luisa srl, che pure aveva impegnato svariate centinaia di migliaia di euro per il progetto iniziale. Intorno a quella prospettiva si era aggregato anche un pool di finanziatori, con istituti di credito che aveno dato la propria disponibilità   al project financing messo in piedi dalla società.

Quando però una banca era venuta meno,  si era creato una specie di smottamento  per cui i finanziamenti disponibili si erano andati via via assottigliando.  Si era così arrivati al blocco dei lavori di ristrutturazione, intanto iniziati,  fino al mancato pagamento degli oneri di urbanizzazione al Comune di Tuglie.

Peccato,  perchè  nel frattempo,  nel 2008 esattamente, la srl aveva visto nascere un accordo tra Asl di Lecce, Provincia e Ministero della Salute, con l’appoggio convinto della federazione medici pediatri. Il protocollo inseriva Villa Luisa nel programma “Guadagnare salute, rendere facili le scelte salutari”. Tutto sfumato.

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